OSLO – La Norvegia perde uno dei protagonisti più autorevoli della propria storia contemporanea. Re Harald V è morto all’età di 89 anni, dopo oltre trentacinque anni trascorsi sul trono. Il sovrano si è spento serenamente alle 6.35 del 28 agosto presso il Rikshospitalet, l’ospedale universitario di Oslo, dove era ricoverato dal 17 agosto a causa di una malattia del sangue. Il quadro clinico, già delicato, era successivamente peggiorato per un’infezione batterica. Ad annunciarne la scomparsa è stata la Casa reale norvegese.Nato a Skaugum il 21 febbraio 1937, Harald era l’unico figlio maschio del futuro re Olav V e della principessa Märtha di Svezia. La sua infanzia fu profondamente segnata dalla Seconda guerra mondiale. Dopo l’invasione tedesca della Norvegia, nel 1940, fu costretto a lasciare il Paese insieme alla madre e alle sorelle, trovando rifugio prima in Svezia e successivamente negli Stati Uniti. Tornò in patria nel 1945, nella Norvegia finalmente liberata.Salito al trono il 17 gennaio 1991, alla morte del padre, Harald V è stato il primo monarca nato sul territorio norvegese dopo oltre cinque secoli. Durante il suo lungo regno ha saputo interpretare il ruolo della Corona con equilibrio, sobrietà e una sensibilità particolarmente vicina ai cambiamenti della società. Pur disponendo di poteri prevalentemente rappresentativi, è diventato un punto di riferimento morale e istituzionale, capace di accompagnare la trasformazione della Norvegia in uno dei Paesi più prosperi, avanzati e inclusivi d’Europa.Particolarmente intenso rimane il ricordo della sua partecipazione alle commemorazioni per le 77 vittime degli attentati di Oslo e Utøya del 2011. In quell’occasione il sovrano non nascose le proprie lacrime, condividendo pubblicamente il dolore di una nazione ferita. Quel gesto contribuì a rafforzare ulteriormente il legame tra Harald e il popolo norvegese, che ne ha sempre apprezzato l’umanità, la compostezza e la capacità di essere presente nei momenti più difficili.

Anche la sua vita privata rappresentò una rottura con le rigide consuetudini monarchiche. Nel 1968 sposò Sonja Haraldsen, una giovane priva di origini nobiliari, dopo una relazione durata nove anni e inizialmente osteggiata dalla famiglia reale. Dalla loro unione nacquero la principessa Märtha Louise e il principe Haakon. Appassionato di vela, Harald partecipò inoltre a tre edizioni dei Giochi olimpici, confermando un rapporto profondo con il mare e con la tradizione sportiva nazionale.Negli ultimi anni le condizioni di salute lo avevano costretto a ridurre gli impegni ufficiali e il principe ereditario Haakon aveva assunto più volte le funzioni di reggente. Harald, tuttavia, aveva sempre escluso l’ipotesi di abdicare, ricordando di aver prestato al Parlamento un giuramento destinato a durare per tutta la vita.Con la sua morte si chiude una lunga stagione della monarchia norvegese. La Corona passa ora al figlio Haakon, cinquantatreenne, chiamato a raccogliere un’eredità istituzionale e umana particolarmente impegnativa. Alla Norvegia resta il ricordo di un re che, senza rinunciare alla tradizione, seppe avvicinare la monarchia ai cittadini, facendone un simbolo di unità, dialogo e solidarietà.