
Fulminacci e le Bambole di Pezza conquistano la Targa MEI come migliori artisti indipendenti. Menzione speciale a Ermal Meta per il miglior testo. Il Meeting delle Etichette Indipendenti rilancia il ruolo dello scouting nella musica italiana.
Sanremo – L’indipendenza musicale torna protagonista al Festival di Sanremo 2026. A segnare il passo è il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, che assegna la Targa per i migliori artisti indipendenti a Fulminacci e alle Bambole di Pezza, due percorsi diversi ma accomunati da una cifra artistica autonoma e riconoscibile. A Ermal Meta va invece la menzione per il miglior testo con “Stella Stellina”, brano che si distingue per intensità poetica e impegno civile.
Il riconoscimento arriva in un momento simbolico: il MEI si prepara infatti alla sua trentesima edizione, in programma dal 1 al 4 ottobre a Faenza, confermandosi come una delle principali piattaforme di scouting della nuova scena musicale italiana.
Non è un caso che proprio dal circuito indipendente siano emersi artisti capaci di imporsi anche sul palco dell’Ariston.
Fulminacci, premiato come interprete del nuovo cantautorato italiano, rappresenta una delle traiettorie più originali degli ultimi anni. Il suo percorso, già riconosciuto dal MEI nel 2019 come artista emergente dell’anno, si caratterizza per una scrittura capace di coniugare leggerezza e profondità, ricerca sonora e immediatezza comunicativa. Un equilibrio raro, che oggi trova consacrazione anche nella vetrina sanremese.
Di segno diverso ma altrettanto incisivo il riconoscimento alle Bambole di Pezza, storica formazione simbolo dell’empowerment femminile nel panorama indipendente italiano. La band, protagonista di una recente reunion celebrata proprio al MEI, è da anni riferimento del progetto “Onda Rosa Indipendente”, iniziativa pionieristica nata per contrastare il gender gap nella musica.
Un impegno che va oltre la dimensione artistica e si traduce in un messaggio culturale preciso: rivendicare spazio, voce e autonomia in un settore ancora segnato da forti disparità.
Il MEI rivendica con orgoglio il proprio ruolo di incubatore di talenti. Sono numerosi, infatti, gli artisti passati dal palco di Faenza prima di approdare e vincere a Sanremo: tra questi Ermal Meta, Diodato e i Måneskin.
Un dato che conferma la vitalità del circuito indipendente come laboratorio creativo capace di rinnovare il mainstream.
“Premiamo il coraggio della proposta musicale”, dichiara Giordano Sangiorgi, patron del MEI, sottolineando come in un panorama sempre più orientato dagli algoritmi delle piattaforme digitali sia necessario sostenere la pluralità e la ricerca . L’idea, per il futuro, è quella di inserire stabilmente un Premio Speciale MEI al Miglior Artista Indipendente tra i riconoscimenti ufficiali assegnati in Sala Stampa durante il Festival.
Un appello che si rivolge anche alle istituzioni. Senza il connubio virtuoso tra etichette indipendenti e artisti emergenti, ricorda il MEI, molti dei nomi oggi centrali nella scena ufficiale non avrebbero trovato spazio.
Sostenere questo ecosistema significa investire in identità culturale e innovazione.
Tra le voci premiate, Ermal Meta si distingue con “Stella Stellina”, brano che affronta temi di pace e impegno sociale con uno sguardo poetico e consapevole.
Una scrittura che unisce cuore e coscienza civile, confermando la tradizione del cantautorato italiano capace di raccontare il presente.
Le testimonianze degli artisti restituiscono il senso di un percorso condiviso. Morgana, leader delle Bambole di Pezza, ricorda gli esordi al MEI quando, poco più che ragazze, lasciavano demo e volantini sperando in un’occasione . Fulminacci, dal canto suo, rievoca con emozione il primo riconoscimento ricevuto proprio a Faenza.
Sanremo 2026, dunque, non è soltanto una competizione canora, ma il punto d’incontro tra mondi diversi della musica italiana. L’indipendenza non è più periferia creativa, ma motore centrale di rinnovamento. E mentre il MEI dà appuntamento ai prossimi eventi autunnali e alla fiera Eufonica di Bologna, il messaggio è chiaro: la musica che nasce dal basso continua a scrivere le pagine più interessanti del presente.


