Esplorando universi altri, quasi un futuro pop a due passi da qui. Aprendo l’ascolto con “Mai più di così” sembra davvero possibile che la ricetta del bel canto italiano possa sfornare formulari inesplorati o comunque, capaci di rievocare scenari “extra-terrestri” di moda anni e anni fa con firme topiche quali Alberto Camerini…
Eccola Freakybea, eccolo “Mondi” che suona forte della splendida produzione di Fausto Marrucci uscito anche in vinile per Orangle Records: sono canzoni che spesso accarezzano tematiche di fragilità e di consapevolezza, sono canzoni che poi, alla fin della fiera, ti rendi conto che non hanno cercato chissà quale rivoluzione. Sembrava fosse quello l’intento ma in realtà Freakybea sta al suo posto e lo fa con un mestiere talmente maturo da non dover pagare l’assenza di niente. Non manca niente a questo disco… belle canzoni, belle melodie, liriche che bene trovano l’incastro con il ritmo ed il suono… si pensi alla strofa di “Sono tornata”, si pensi ai colori molto anni ’90 della voce dentro “Questa canzone” in cui il suono non manca l’appuntamento e non si rende incoerente… il drilling dentro la splendida “Settembre”, bei modi funk dentro “Sottovoce” e così scorrendo tutto il resto dell’album.
Va detto che siamo pieni di proposte di questo genere, manca forse il vero quid originale, resta solo la persona, l’anima artistica a fare la differenza (e non è poco)… ma forse non sufficiente in questi tempi moderni soffocati da diserzioni e liquide velocità. Forse serve altro per fermare il flusso dei passanti… ma per chi volesse andare lentamente e fermarsi da queste parti, sappiate che dalla vostra troverete un disco maturo come detto, fatto bene, ma davvero tanto bene. Non serve altro per la semplicità… il grande pop d’autore è soprattutto questo.



