In “Sapore di luna”, Diego Battini non ricerca artificio o compiacimento letterario. La sua scrittura appare diretta, sincera, spesso essenziale, come se ogni parola dovesse meritarsi il diritto di restare.

Diego, quanto è stato importante per te evitare qualsiasi forma di costruzione artificiale?

Non mi è mai passato per la mente usare forme artificiali, quello che scrivo è autentico al 100%, e ho sempre qualcosa da dire, quindi pensiero mio del momento: non credo, o per lo meno spero di non avere mai bisogno di nessuna costruzione artificiale, per quanto riguarda la mia scrittura e lo stile che ne concerne.

Scrivere in modo semplice è stata una scelta consapevole o naturale?

Ho sempre scritto semplice e capibile da tutti. Ogni giorno cerco sempre più di ampliare il mio pubblico, di conseguenza ci dev’essere una scrittura fluida, chiara e diretta. Interpretabile da tutti e pochissimi giri di parole. Questo è decisamente il mio motto per la vita: chiarezza e fluidità.


Hai mai avuto paura che l’eccessiva sincerità potesse esporti troppo?

Io voglio parlare a tutti con sincerità, l’espormi troppo è altamente voluto e ricercato. Io penso che per avere gente che ti segua e ti stimi bisogna parlare con la verità in mano, dire le cose come stanno, sempre. Non ho mai voluto andare alla ricerca di un personaggio che non mi rappresenta per fare cose che nella vita vera non farei. Quello che scrivo è quello che sono, ed è una cosa che dovrebbero fare tutti, secondo me.

Credi che oggi la poesia abbia ancora spazio per essere autentica?

La poesia è un mezzo potente se al mondo fosse rimasto un briciolo di umanità e sensibilità. Al giorno d’oggi sono più gli scrittori che lettori, e per questo non viene vista come merita. Se solo fossimo anche di poco, sensibili e con il cuore aperto l’autenticità della poesia verrebbe a galla in modo automatico; invece siamo un gruppo di persone che cambia passioni in base alla moda del momento, non lasciando più spazio a chi ha davvero la dote di scrivere. Perciò, invito tutti a leggere di più, ed aprire il cuore verso il prossimo. La poesia dovrebbe essere nella quotidianità di tutti.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.