
Dimenticate le rime costruite a tavolino e le strategie di marketing: “Pensieri” è un pezzo che puzza di studio vissuto, di caffè freddo e di verità sputata in faccia al microfono. MC Mike torna con quello che definisce il momento più “sporco di sangue” del suo disco “Fenice”, e il risultato è un pugno nello stomaco per chiunque pensi che il rap sia solo ostentazione. La batteria lenta è il battito di un cuore stanco che però non smette di pompare, mentre il piano scava buchi nelle difese di chi ascolta. MC Mike non cerca di compiacerti; ti trascina nel suo “momento no” e ti costringe a guardare la luna insieme a lui. È un pezzo crudo, quasi brutale nella sua onestà, dove la tecnica rap viene messa al servizio di un’emozione che non accetta compromessi. “Pensieri” è la prova che quando un artista decide di smettere di nascondersi dietro le sequenze prestabilite, la musica diventa un’arma impropria.


