Il nuovo singolo anticipa l’album Canzoni senza click e racconta un viaggio intimo di cadute, ritorni e rinascite emotive

Con “Alzati”, in radio dal 5 dicembre, Giuseppe Anastasi torna a parlare con quella sincerità disarmante che lo ha reso una delle penne più sensibili della musica italiana contemporanea. Il nuovo singolo, secondo estratto dall’album “Canzoni senza click” previsto per l’inizio del 2026, è un brano che affonda le radici nella biografia emotiva dell’artista, per poi trasformarsi in un messaggio universale capace di toccare chiunque abbia conosciuto la fatica di rimettersi in piedi.
La forza di “Alzati” sta proprio nella sua dimensione intima: Anastasi racconta un uomo che si muove tra pressioni quotidiane, lavori umili che lasciano addosso polvere e silenzi, e la difficoltà di mostrarsi veramente. Un uomo che supera la soglia dei trent’anni portando con sé pochi beni materiali ma sogni enormi, “giganti”, che spingono ancora contro il petto. Questo racconto non è solo autobiografia, ma specchio di un’intera generazione che vive sospesa tra disillusione e desiderio, tra tentativi e cadute.
Il legame con la madre, tratteggiato con delicatezza, diventa uno dei punti emotivi più forti del brano: è lei la figura che vede ciò che gli altri non colgono, che riconosce la verità del figlio oltre le maschere e gli affanni. In un mondo che spesso misura il valore attraverso i risultati, Anastasi rimette al centro lo sguardo affettivo, quello che accoglie e incoraggia.
Il ritornello è essenziale ma potentissimo: “alzati”. Un invito che non giudica, che non pretende, che non urla—ma che sostiene. È quasi un mantra laico, un gesto di resistenza gentile dedicato a tutti coloro che vivono un momento di smarrimento.
Un altro passaggio cruciale del brano è la riflessione sulla musica. Anastasi afferma che la musica non è materia, non è un prodotto che si misura in numeri, streaming o vendite. La musica, dice, si muove nell’aria: consola, attraversa, accompagna. È una compagna di battaglia, una testimonianza viva delle nostre lotte interiori. In un’epoca dominata dal digitale, è una dichiarazione controcorrente, il manifesto di un artista che non rinuncia all’autenticità.
La produzione artistica è affidata a Valerio Marchetti, affiancato da Stefano Pettirossi agli arrangiamenti e al mix, lavoro svolto al Groove Studio di Terni. Un team che costruisce intorno al brano un ambiente sonoro pulito, essenziale, che lascia respirare le parole senza scalfirne la forza.
“Alzati” è molto più di un singolo: è una confessione condivisa, una carezza musicale che attraversa i temi della paura, della vulnerabilità e della speranza. È una chiamata gentile a ritrovare sé stessi, anche quando la vita sembra pesare più dei sogni che portiamo dentro.
Con questo nuovo capitolo, Anastasi conferma il suo ruolo di cantautore capace di restare fedele alla propria identità, lontano dai meccanismi frenetici dell’industria e vicino alle persone, alle loro storie, alle loro fragilità. Il percorso verso “Canzoni senza click” è iniziato, e “Alzati” ne è già la colonna emotiva.
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