Con “I suoni giocosi” e “Solaria, la figlia del Sole”, l’autrice intreccia esperienze educative e percorso olistico, creando storie che aiutano bambini e adulti a riconoscere emozioni, blocchi e potenzialità. Nell’intervista racconta come pedagogia, spiritualità e memoria personale abbiano plasmato due fiabe dal forte impatto simbolico.

In «Solaria, la figlia del Sole» la luce diventa un simbolo di forza e autenticità. Cosa rappresenta per lei la figura di Solaria e quale esigenza emotiva l’ha spinta a darle vita?
Solaria è entrata nei miei pensieri dopo aver studiato e lavorato per mesi con le Costellazioni Familiari con Oggetti, sia con me stessa che con bambini e adulti. Le ricerche e gli studi hanno dimostrato che la nostra forza la creiamo noi stessi e che il nostro successo dipende dal rapporto che abbiamo con la madre. Quando era incinta del suo primo bambino, mia madre desiderava che fosse un maschio, mentre mio padre desiderava una femmina, e sono nata io. Il secondo figlio, un maschio, mio fratello, è nato sano, ma ha preso un’infezione in ospedale e mia madre ha dovuto girare tra i tanti reparti per quattro anni per poterlo curare.
Nel corso degli anni, ho oscillato tra un rapporto stretto con mia madre e uno più vicino a mio padre. Ho studiato che un bambino assorbe l’energia della madre da prima della nascita, fino all’età di otto anni. Dopo i nove anni, entra nell’energia del padre e ci rimane fino ai diciotto. Questo dimostra che un bambino, in modo inconsapevole, assorbe le emozioni e i programmi mentali e questi vanno ad influenzare il suo cammino di vita. Parliamo di una fedeltà sottile che, se studiata, si riflette nelle dinamiche familiari e nell’albo genealogico. La storia si lega alle relazioni con i genitori: con Solaria, figlia creata da un padre simbolico, e con il ragazzo, che dialoga con la madre. E si collega anche alle energie femminili e maschili che definiscono ciascuno di noi. Solaria sono io e il ragazzo è mio fratello, ma credo che qui siano rappresentati tutte le ragazze e tutti i ragazzi che hanno un rapporto più profondo con un genitore. Questa dinamica avviene in un’età ben precisa, finché non si definisce la propria personalità. Molti bambini crescono e restano sotto il segno dei genitori, senza trovare il senso della propria unicità, e si rassegnano a quelle situazioni.
Ho cercato di superare quello stato altalenante tra i miei genitori e di accettarli così come sono ed è questo il messaggio di Solaria: amare i genitori, ma comprendere che il vero potere di un bambino è nel trovare dentro di sé il proprio cammino e costruirsi una vita felice, senza dipendenze di nessun tipo. Pensiamo al Sole, che rappresenta una presenza fondamentale nella vita sulla Terra. La sua simbolistica è di grande forza ed io ho voluto sottolineare la presenza di energie sottili che risiedono nel nostro plesso solare, e la nostra parte di luce, che nella maggior parte dei casi può essere nascosta nella nostra zona d’ombra.
Nel racconto, la relazione tra madre e figlio diventa uno strumento narrativo per spiegare il “Sole interiore”. Perché ha scelto questo tipo di dialogo e come spera che arrivi ai lettori più piccoli?
Come ho detto prima è molto importante che un genitore guidi un bambino nel corso della sua crescita affinché possa scoprire le proprie risorse interiori, cioè la propria forza. Nessuno ci insegna che dentro di noi ci sono tantissime risorse e che è nostra responsabilità tirarle fuori.
L’ambiente esterno ci aiuta a crescere attraverso le esperienze che noi viviamo ed è fondamentale imparare come reagire e come comportarci di fronte alle sfide e agli ostacoli che affrontiamo giornalmente.
Quando ho scritto questa storia ho pensato anche a tanti bambini che vivono in famiglie con un solo genitore. Alcuni stanno con le madri, altri con i padri, per molte ragioni come la separazione o i passaggi nell’aldilà.
Il dialogo tra madre e figlio è breve, ma molto profondo e si integra perfettamente con la storia di Solaria e il suo rapporto con il padre.
Un giorno, un saggio mi ha detto che avevo bisogno di rafforzare il mio addome, lavorandoci usando oltre ad altre tecniche anche lo sport, perché era lì che si trovava il mio Sole Interiore, nel plesso solare. Da allora ho capito quanto sia importante questa zona.
Purtroppo, sono pochi i genitori che parlano ai loro figli di quanto sia importante la forza interiore ed è per questo che vorrei che i genitori si rendessero conto di questo e si documentassero sempre più, insieme ai propri ragazzi, per aiutarli a crescere in modo armonioso sotto tutti gli aspetti.
Partea superioară a formularului
La sua scrittura riesce a fondere spiritualità, pedagogia e fantasia. Ritiene che il suo lavoro si collochi all’interno di un genere ben definito o preferisce considerarlo un ponte tra più linguaggi?
Preferisco considerare il mio lavoro un ponte tra più linguaggi e materie, anche le più disparate. Credo che con l’aiuto delle storie possiamo fare molte cose e in esse possiamo affrontare temi e argomenti provenienti dai più diversi ambiti di attività. Ho un grande piacere nel combinare stili diversi e conoscenze variegate per catturare l’attenzione del lettore, intrigarlo, provocarlo e stimolarlo a cercare o approfondire ciò che più lo interessa o che scopre di nuovo in una narrazione. La fusione di stili e di informazioni dipende, ovviamente, dall’età del lettore e viene presa in considerazione questa componente. Anche i bambini piccoli possono accedere, se scritte in modo semplice, a determinate informazioni; in questo caso però, è importante la presenza dei genitori nel momento della lettura.
In che misura i due racconti, insieme, costruiscono un’unica visione del bambino come essere dotato di sensibilità, coraggio e immaginazione?
Nel primo racconto, Alex è di fatto il personaggio principale. Il ragazzo è timido, ha problemi di balbuzie, ma non ha il coraggio di sottoporsi ad una cura particolare. Per questo la nonna si fa avanti con una storia, per aiutarlo a capire che i suoi problemi possono essere risolti, basta trovare il coraggio di affrontarli. Infatti, la piccola ape trova la forza di superare la sua timidezza e di risolvere il suo problema di linguaggio. In questo primo racconto, il percorso verso la trasformazione è legato alla volontà di decidere, se vogliamo o meno stare bene, e anche alla nostra forza interiore.
Nella seconda storia, Solaria cerca di immaginare come sia il mondo sulla Terra ed ha il coraggio di esplorarlo, portando con sé la gioia di ogni momento. Solaria affronta tutte le sue esperienze e le nuove conoscenze con il sorriso sulle labbra, senza alcun timore, nel modo più innocente e puro, perchè sostenuta dall’amore di suo padre e dall’ambiente sereno e amorevole che la circonda.
I protagonisti di queste storie sono sensibili, intelligenti, aperti a esplorare e a imparare cose nuove. A prima vista, sembra che le due storie non abbiano nulla in comune, ma guardandole in profondità, si completano e arricchiscono una parte dell’universo interiore di ogni bambino.
La pubblicazione di questi testi segna un passaggio importante nel suo percorso creativo. Quali sono oggi le sue aspirazioni come autrice? Che cosa desidera approfondire o esplorare nei prossimi lavori?
Queste due storie, insieme a quelle scritte nel primo libro (Sento, Sogno e… Viaggio, Storie e Meditazioni), oltre a quelle di meditazione, sono tra le prime narrazioni che ho scritto. Il mio sogno era di pubblicarle in lingua romena e/o inglese e, anche se ho aspettato alcuni anni, non ho mai rinunciato a questo sogno. Finalmente sono riuscita a pubblicarle in italiano, cosa che trovo meravigliosa e veramente sorprendente!
Il passo successivo è pubblicare nuovi racconti che affrontino temi legati ai mondi visibili e invisibili, ai regni misteriosi, a personaggi maturi con animo di bambini.
Il mio desiderio è quello di pubblicare anche in altre lingue.
Ora sto lavorando per pubblicare I Suoni Giocosi e Solaria, la Figlia del Sole, in inglese, adattando i testi per il pubblico anglofono. Ho molte idee nei cassetti della mia anima, ma la cosa più importante per me è interagire con il pubblico, vedere la sua reazione, cercare di essere presente, visibile e comprensibile, affinché i lettori possano incontrarmi, capirmi e conoscermi sempre di più..
Se il lettore dovesse portare con sé una sola frase o immagine del libro, quale sarebbe, secondo lei, quella più rappresentativa del suo messaggio?
Ogni storia ha un suo messaggio alla fine. Se questi messaggi venissero compresi e applicati nella vita dei lettori, certamente porterebbero a grandi trasformazioni. Il messaggio comune è di avere il coraggio di evolversi, di svilupparsi sul piano spirituale, intellettuale ed emotivo, e di trovare l’AUTENTICITÀ!


