Il cantautore torna con un brano che unisce emozione, movimento e desiderio di condivisione. Nell’intervista rivela come cinema, vita reale e ricordi collettivi abbiano plasmato un singolo pensato per restituire entusiasmo al pubblico. Un racconto sincero, tra ispirazioni passate e progetti futuri.

“Torniamo a ballare” sembra un invito a tornare a vivere con leggerezza. Da quale emozione nasce questa urgenza di movimento?

Dall’ansia che si respira in questo momento storico. Torniamo a ballare e a vivere la musica insieme, per staccare il cervello dalle preoccupazioni quotidiane e ritrovare più serenità.

Il singolo ha un forte immaginario cinematografico, un po’ “Febbre del sabato sera”. Quanto i film e la cultura pop hanno influenzato la sua formazione artistica?

Molto, infatti fin da ragazzino ho amato il cinema con tutto il cuore! La “Febbre del sabato sera” è stata una pietra miliare, perché mi ha permesso di unire le mie due grandi passioni, la magia del cinema e l’emozione della musica.

Il testo racconta luoghi semplici ma simbolici: il bar, gli amici, la discoteca. Quanto è importante per lei raccontare la vita reale, quella che tutti abbiamo vissuto almeno una volta?

Direi che è fondamentale, affinché il brano arrivi al pubblico e l’ascoltatore si possa immedesimare nella storia della canzone, facendola propria.

La sua carriera attraversa televisione, concorsi, collaborazioni e produzioni. Come questa lunga esperienza ha influenzato la scrittura di un brano così immediato?

Mi ha fatto comprendere quanto fosse pressante l’esigenza di arrivare dritti al cuore delle persone e in questo mi ha aiutato molto il confronto con altri cantautori/e, e musicisti.

La canzone è un tuffo nel passato, ma con un linguaggio attuale. È più una celebrazione degli anni ’80 o una lettura moderna di quell’energia?

E’ celebrazione degli anni ’80 per coloro che li hanno vissuti, ma l’auspicio è che porti a chi l’ascolta, l’entusiasmo, la leggerezza e la voglia di stare insieme che hanno caratterizzato quel periodo storico.

Dopo “Torniamo a ballare”, quali sono le sue ambizioni per il 2025, sia sul palco che nei progetti discografici?

“Torniamo a ballare” vuole essere il manifesto di un combo teatrale- musicale che porti sui palchi italiani lo spirito degli anni ’80. Ho in previsione l’uscita di altri brani originali da inserire nel progetto succitato.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.