Esce per Produzioni dal Bosco il nuovo EP di Piastra, “Nuvole Animali Inesistenti”, un lavoro che invita a smarrirsi senza paura tra visioni intime e paesaggi interiori in continuo mutamento. Un disco sospeso, che ha il sapore e le soluzioni di un ghiaccio che trovo dentro produzioni nordiche, dove memoria e immaginazione si rincorrono, dove si torna anche un poco fanciulli e si lasciano riconoscere (forse troppo) linee portanti di una canzone d’autore moderna, conosciuta, acqua e sapone. È un attraversamento emotivo questo disco che in fondo non sfoggia scossoni e trasgressioni industriali ormai troppo di moda…

Riferimenti a Fabi e alla canzone d’autore romana: che rapporto hai con questo filone?
Lo guardo con affetto e rispetto, perché è una tradizione che ha dato tantissimo alla musica italiana, ma non è il mio mondo, non mi ci sento incastrato dentro affatto, anche perché da ascoltatore e da musicista vengo da tutt’altro genere. C’è sicuramente più una vicinanza emotiva che stilistica: una certa attenzione alla parola, al racconto intimo, ai toni morbidi, ma non è un qualcosa che cerco di replicare, anche perché se volessimo parlare di riferimenti, ti assicuro che le suggestioni di questo disco provengono da altre strade.
Come fai tua una canzone che si muove dentro stilemi già esplorati?
È già stato tutto esplorato, o quasi. L’importante è essere sinceri e onesti in quello che si dice e si propone. Non mi interessa reinventare la canzone cantautorale: mi interessa abitarla con un immaginario personale. Credo che la differenza la faccia l’atmosfera emotiva più che l’innovazione formale.
Elettronica e sperimentazione: come le accoglieresti nella tua musica?
Io vengo da quel mondo lì. Prima di questo album il mio percorso musicale era ed è tuttora fatto di musica elettronica, essendo parte da anni di YOUAREHERE, band electro che ti consiglio di recuperare, se non conosci. Quindi, non posso che essere accogliente verso questo mondo.
Il disco sembra “acqua e sapone”, trasparente e acustico. È la tua vera natura?
È una parte di me, sicuramente. Ho un lato molto asciutto, molto diretto, che mi porta verso l’acustico. Ma non è l’unica mia natura. Mi piace la delicatezza, ma anche la possibilità di spingerla in luoghi più strani o più oscuri. Nuvole Animali Inesistenti è un punto del percorso, non la fotografia definitiva.
Dal vivo come suona questo disco e dove lo stai portando?
Non c’è ancora stata occasione di portarlo dal vivo., chissà, forse un giorno. Ma questa domanda aprirebbe un tema enorme sulle possibilità e sulle opportunità che oggi ha un musicista semi-sconosciuto di suonare dal vivo. Quindi al momento bisogna accontentarsi di sentire come suona questo disco da un cd.


