“Collezione di arretrati” dà voce a chi si sente in bilico tra aspettative, crisi e desiderio di ripartire

Nella società delle performance e della corsa al risultato, AdriaCo propone un gesto controcorrente: fermarsi, guardare indietro e raccogliere ciò che abbiamo lasciato in sospeso. È questa l’idea attorno a cui nasce “Collezione di arretrati”, un album che parla non solo dell’artista ma di una generazione intera, quella che si è trovata a crescere tra ansie, incertezze, pandemia, precarietà e continui cambiamenti.
Il disco attraversa sedici anni di vita dell’autore. Dentro ci sono i sogni dell’adolescenza, i primi crolli, le scelte universitarie, il lavoro, le relazioni, i momenti di solitudine, l’ingresso nel mondo adulto e la necessità di ritrovarsi. La scrittura è sincera, diretta, emotivamente esposta: AdriaCo non teme di raccontare fragilità, di mettere in scena la paura di non essere abbastanza, di parlare di terapia, di rapporti difficili e di ricordi che non si cancellano.
I brani sono costruiti come episodi di una serie emotiva. “Un’altra favola” apre il viaggio con un invito a rischiare, “Cicatrici” porta allo scoperto il conflitto interiore, “I pesci non possono volare” affronta il tema della depressione con delicatezza, “Assedio” esplora il ruolo dell’amore come strumento di comunicazione. “Al tramonto” è uno dei momenti più toccanti, un saluto affettuoso e sospeso.
Musicalmente, il disco intreccia pop, rock, orchestrazioni e momenti acustici. La presenza di numerosi musicisti e di un ricco ensemble corale crea una dimensione ampia, quasi cinematografica.
Il finale, “Mercato”, offre una riflessione amara e ironica sul mondo della musica e sulla necessità di restare autentici. Un messaggio che si estende oltre l’arte e parla direttamente a chiunque stia ancora cercando il proprio posto nel mondo.
CONTATTI E SOCIAL
Instagram
Facebook
YouTube
Spotify


