In questo romanzo, realtà e dimensione invisibile si intrecciano attraverso l’esperienza di Riki, adolescente chiamato a un viaggio interiore e cosmico. Gli autori trasformano vissuto reale, spiritualità e avventura in una narrazione intensa. L’intervista esplora le radici del progetto, la relazione con il mistero e il valore della trasformazione personale.

Qual è stata la sfida maggiore nel fondere esperienze personali reali con una narrazione fantastica?

Gianna – Certamente c’era la volontà di non renderle banali o dal carattere fiabesco. Per questo motivo, Riki ha dovuto rinunciare a qualche parte più fantasy, come avrebbe voluto, a favore di quelle più vicine al fantascientifico, che meglio si adattavano alla comune esperienza vissuta.

Riki – In ogni caso, le idee si connettevano e intrecciavano quasi magicamente l’una all’altra. A noi piace pensare che siano state ispirate dai nostri amici spiriti, perché arrivavano sempre al mattino appena svegli, e non dopo lunghi ragionamenti.

Cosa pensate del panorama editoriale italiano per i libri che trattano temi spirituali?

Non siamo in grado di dare un tale giudizio… ma abbiamo notato che quasi sempre si fa un distinguo tra vita spirituale e vita vera, inteso quella fisica, dimenticando che nasciamo con anima e spirito, oltre al corpo: perché non dovremmo occuparcene contemporaneamente come un’entità unica e indissolubile?! Noi abbiamo voluto provare ad affrontare certi temi all’interno di un racconto dinamico, avventuroso, incalzante e anche un po’ ironico: un libro versatile.

Il concetto di tempo è centrale nel vostro libro. Come lo interpretate voi due, a livello personale?

Gianna – dal punto di vista del corpo fisico, lo scorrere del tempo si nota: le rughe non perdonano. Ma se non mi guardo allo specchio, non riesco a pensare a un tempo passato o futuro: esiste sempre solo “l’adesso che sto vivendo”, il chi sono ora.  Quando ricordo un avvenimento della mia giovinezza, mi sembra di parlare di qualcun altro. Magari affiorano delle emozioni, ma così come affiorerebbero, per empatia, nell’ascoltare il racconto di certe vicende: mi ci sono voluti 1500 giorni di Qigong per arrivare a questo.  È pur vero che, se a un “adesso” segue un altro “adesso”, si potrebbe dire che il tempo scorra… ma per me non è così. Il tempo non va né avanti, né indietro: si trasforma.

Riki – per me il tempo è il passato; vivo nel presente, guardando ai ricordi con un pizzico di malinconia. Non penso al futuro perché il futuro è già oggi.

Come avete scelto i nomi dei personaggi e quanto sono simbolici?

Riki – Per i nomi dei personaggi principali, ci siamo ispirati ad amici, mentre gli antagonisti sono tutti di fantasia. Il dottor Martin Longines è il responsabile dei viaggi nel tempo, e questo ha influenzato la scelta del nome. Il termine Bisunti evoca già qualcosa di sporco, di viscido, oltre a derivare dalla doppia unzione ricevuta nel battesimo e da Balfòis, il rappresentante del Male. Su Balfòis ci sarebbe un aneddoto… ma se lo raccontassi, perderei un’amicizia.

Nel romanzo si parla di libero arbitrio come dono supremo. È un messaggio che portate anche nella vostra vita quotidiana?

Gianna – Certo che sì. Il libero arbitrio ci consente di decidere se scegliere con il cuore o con la mente: quale espressione migliore di libertà?! Qualcuno potrebbe dire: «E se sbaglio?» Ma l’errore non esiste: hai solo preso la strada che ti doveva condurre oggi qui… e poi hai sempre il libero arbitrio di cambiarla.

Ho da poco compreso che, se scegli con il cuore, di fatto non scegli, perché non hai più bisogno di farlo: segui la tua strada e basta. Purtroppo, non sempre è facile applicarlo nella propria vita, perché abbiamo cristallizzato in noi l’idea che la cosa più responsabile sia decidere con la mente, ma non è così.

Quali sono i feedback più significativi che avete ricevuto finora dai lettori?

Avvincente, emozionante e coinvolgente sono gli aggettivi principali con cui viene definito il libro. “Ritmo narrativo incalzante”, “lo leggi tutto d’un fiato” … ma la recensione che più di tutte ci ha fatto piangere, è quella dell’amministratore di un gruppo di lettura di Facebook:

Ormai, da alcuni anni, sono convinto che i migliori gioielli letterari, si possano trovare solo nell’editoria indipendente, in quanto l’auto-pubblicazione riesce ad evitare di trovarsi davanti a libri stereotipati, dove gli autori si trovano obbligati dalle grandi case editrici a scrivere solo opere con temi alla moda, impedendogli di esprimere la loro fantasia e rendendo di fatto la letteratura, come un mero prodotto di consumo.

Per fortuna quindi, esiste l’editoria “libera” e il libro 1980 (Il tempo si è fermato) di Riccardo Bonini e Gianna Scrivani, ne è un fulgido esempio, perché vi assicuro farete davvero fatica a trovare un libro migliore di questo, affidandovi ai consigli promozionali forniti dalle potenti case editrici.
Fin dalle prime pagine infatti, ho avuto come l’impressione, di entrare in un nuovo, strano mondo, un mondo vivido, reale ed iconico, una sensazione che con il passare del tempo si è addirittura accresciuta, un’emozione simile, l’avevo provata solo una ventina di anni fa, mentre leggevo quello che poi sarebbe diventato un bestseller mondiale, entrato ormai nell’immaginario collettivo.
Ora vi starete certamente chiedendo di quale libro si tratti, ebbene sto pensando a Harry Potter, perché anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un’opera che pur essendo di facile lettura e adatta anche ad un pubblico giovane, vuole veicolare messaggi importanti e universali, un’opera che vi trascinerà in un turbine di emozioni e avventure.

Un mondo fantastico, talmente reale che con il passare delle pagine, stenterete a distinguere la realtà dalla finzione, in quanto i due mondi paralleli, sono descritti talmente abilmente, da unirsi indissolubilmente nella mente del lettore, risultando così estremamente plausibili e reali.
Ma come in tutta la grande letteratura, quello di Harry Potter non è l’unico archetipo presente nel romanzo, perché ad esempio, il personaggio di Riki, magari senza particolari qualità apparenti, ma puro di cuore, non può che ricordare ai lettori la persona di Frodo, protagonista del Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien, mentre l’amicizia tra i vari ragazzi protagonisti, rimanda a IT e Stan by me di Stephen King, il tutto però elaborato con estrema originalità.

Un’originalità che si esprime anche attraverso l’ambientazione che vede come protagonista l’Oltrepo’ Pavese tanto amato da Gianni Brera, un territorio da lui definito, come una provincia a forma di grappolo, quasi come se la morfologia, ne avesse influenzato il destino, trasformandola in una terra ricca di grandi vini ma, anche di splendidi borghi antichi, strabilianti paesaggi collinari da togliere il fiato, senza ovviamente dimenticare sua maestà il salame di Varzi.
Il libro è davvero avvincente e ogni pagina nasconderà segreti, storie, colpi di scena e strabilianti avventure che vi lasceranno letteralmente senza fiato, facendovi partecipare all’eterna lotta tra il bene e il male e permettendovi di dimenticare per qualche ora il mondo intorno a voi, una delle cose per me più importanti, durante la lettura di un romanzo.

L’unico difetto, se proprio devo trovarne uno è il fatto che essendo cosi appassionante durerà troppo, troppo poco, in quanto vorrete subito sapere quello che succederà ai protagonisti della storia, ma rimango nella speranza e il finale sembra proprio prospettarlo che questo sia solo il primo capitolo di una grande saga, perché un mondo simile e dei personaggi, come quelli creati dagli autori Riccardo Bonini e Gianna Scrivani, reclamano sicuramente più spazio e più pagine per far conoscere la loro affascinante storia.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.