Dietro ogni nota c’è un frammento di vita. Per questo consigliamo un ascolto attento, quasi meditativo nonostante l’eccentrica luce e colorazione del pop d’autore che si fa mostra senza filtri. Un nuovo EP dal titolo “Margherite” per Anita Brightfly che apre una finestra sul suo universo interiore, scrivendo e producendo con Edoardo Piccolo quattro brani che oscillano tra intimità, forza e ricerca di bellezza. E non mancano inni e manifesti di belle considerazioni del se: ci sono tratti di questo lavoro che dovremmo fare nostri a prescindere.

Hai definito questo EP un passo avanti nel tuo percorso: pensi che l’evoluzione artistica sia più un cammino lineare o una serie di instabilità che ti obbligano a rinascere ogni volta?
Non ci ho mai pensato a dire la verità poichè ci sono dentro per grazia divina.Diciamo che per quanto mi riguarda è un cammino in evoluzione e credo di poter dire in progredire.

La danza elettronica incontra l’intimità del cantautore. Due mondi distanti ma, come dimostri, anche molto coesi… sbaglio?
Che bella considerazione. Io non ho un feedback da estranea, dunque non ho un idea da fuori ma da dentro del mio lavoro. Credo sia bellissimo se è così. Dunque la mia musica realizza un innovazione?
Con Edoardo Piccolo che lavoro è stato e dove senti di essere giunta?
Spero ad una bella intesa artistica e ad una amichevolezza professionale.

Biografia o semplice arte espressa? Cosa rappresenta questo EP?
No non è biografia per carità, non è questa l’intenzione, ma avendo l’opportunità di dare voce a ciò che sono dentro, al mio mondo ed al mio modo di essere, è normale io esprima me stessa e prenda spunto dalla mia esperienza vissuta filtrata dalla mia interiorità.

Guardando indietro al tuo percorso, da “Let me” fino a oggi, cosa senti che “Margherite” ti ha permesso di dire che non avevi ancora avuto il coraggio di pronunciare?
“Let me” è uno dei miei brani più belli e riusciti secondo me, forse è il più bello. Dico questo per il rapporto intimo che ho con quel brano che mi fa sentire l’odore di quel periodo che ha segnato il mio esordio. Permetto a me stessa di dire di volta in volta ciò che sento e che vivo o rievoco. E’ un percorso in evoluzione.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.