Nel nuovo singolo, Leo Tenneriello dà voce a un idealista fuori tempo, che sogna una repubblica lunare per anime affini. Con ironia, tenerezza e ostinazione, l’autore canta la fatica di restare fedeli a sé stessi. Un viaggio poetico tra crateri immaginari e piccole verità terrene.

Un caro saluto a te, Leo. Perché il brano “Don Chisciotte Sulla Luna” non può essere spiegato?

“Don Chisciotte Sulla Luna” non può essere spiegato perché nasce da un impulso che sfugge alla logica, come quei sogni che ti lasciano addosso un’emozione, ma se provi a raccontarli sembrano sciocchezze. È una canzone che non si piega alla razionalità, che rifiuta l’analisi come il suo protagonista rifiuta il mondo.

Don Chisciotte sulla Luna non vuole convincere nessuno, non vuole farsi capire, vuole solo resistere. È un ribelle educato, uno che si è stancato della farsa dei vincenti e si costruisce una repubblica tutta sua, anche se sa che verrà invasa dagli stessi difetti del pianeta da cui fugge. Però lo fa lo stesso. E io lo invidio.

Spiegare una canzone così sarebbe come tagliarle le ali, come dire a un bambino che la luna non è fatta di formaggio. Preferisco lasciarla così: sospesa, contraddittoria, romantica e arrabbiata. Come chi ama davvero, senza sapere bene perché.

Da dove nasce la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica nasce da una presenza. Anzi, da più presenze. Suonava mio padre, suonava mio fratello, suonava mio nonno. Suonavano tutti. La musica, a casa mia, era come l’acqua nei bicchieri: c’era sempre, senza bisogno di chiederla. Ma se devo dire da chi l’ho presa davvero, è da mio fratello. Lo ascoltavo nei pomeriggi cantare i cantautori, e mi incantavo. Era il mio primo concerto intimo, il mio primo maestro inconsapevole. Bastava lui che cantava, e tutto aveva senso.

Poi c’erano i pomeriggi col registratore, la radio che andava, le cassette pronte per catturare una canzone come si cattura un pensiero al volo. Premere “rec” al momento giusto era un gesto sacro. Poi i dischi, le copertine da guardare, i testi da imparare a memoria. Ogni canzone era un pezzo di mondo da abitare. Così la musica è diventata il mio modo per stare al mondo, per attraversarlo, o forse per abitarlo meglio.

C’è un verso del brano che vorresti portare all’attenzione del pubblico?

“In amore, nella vita,

chi ci crede

ci riprova se cade.”

Mi piace perché non fa rumore, ma dice tutto. Non urla, non fa il fenomeno, non promette la felicità. Dice solo una cosa semplice e vera: che chi crede in qualcosa, nell’amore o nella vita, non si arrende al primo inciampo. Cade, sì. Ma ci riprova.

È un verso che parla di dignità. Di quella tenacia gentile che non fa notizia, ma costruisce tutto: i legami, i sogni, perfino le canzoni. Non è un inno ai vincenti, è un abbraccio a chi ci prova ancora, anche con le ginocchia sbucciate.

Stai pensando di esibirti dal vivo?

Sì, mi sto esibendo dal vivo e sto portando in giro “Si nasce poeti”, il mio spettacolo più personale.

È un assolo di parole e musica, un viaggio che mescola canzoni, letture, poesie e monologhi. Sul palco ci sono solo io, con la mia chitarra e la mia voce, ma cerco di creare un mondo intero: quello che ho dentro, quello che vedo intorno, e quello che ognuno può riconoscere come proprio.

“Si nasce poeti” è pensato come un intreccio di emozioni, uno spazio intimo in cui racconto il mondo con le mie parole. Si parla d’amore, di inquietudine, di rinascita. Ma soprattutto si parla della necessità di autenticità, di sottrazione, di verità.

È uno spettacolo essenziale, pensato per chi ha voglia di ascoltare davvero. Per chi cerca, come me, un senso nelle parole e nella musica. Non è solo un concerto, né solo un reading: è un invito a fermarsi un attimo e respirare insieme.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.