Sospeso tra poesia e realtà, il nuovo singolo di Calicò trasforma il tema dell’Alzheimer in un viaggio emozionale, narrato con parole misurate e musica vibrante. Un progetto nato per far riflettere, che parte da esperienze altrui e diventa invito a riscoprire il valore del tempo condiviso.

Calicò, è un piacere averti qui. Se dovessi descrivere “Non Voglio Più Dimenticare” con tre parole, quali sarebbero?
Vita, percorso, vivere.
Vita, perché la vita è così, prendiamo quello che viene, nel bene e nel male, spesso senza aver fatto nulla per meritarci le une o le altre.
Percorso perché è il percorso che percorriamo tutti. Si nasce, si vive la propria vita, e si muore.
Vivere, perché a volte si sopravvive e ci si dimentica di vivere per davvero.
Tutto questo racchiude “non voglio più dimenticare”.
Una persona che sta male, che ha fatto il proprio percorso, ma che ha anche vissuto intensamente.
La canzone sembra oscillare tra dolcezza e smarrimento. Hai costruito la musica per riflettere questo stato emotivo?
Si, ho cercato di rendere la musica un’estensione delle parole. Volevo che esaltasse i contrasti.
Il titolo stesso è un grido di resistenza: cosa significa per te “non voler più dimenticare”?
Per me rappresenta la forza di combattere, ma anche l’accettazione di se stessi, del proprio passato e di quel che si è fatto.
Quante volte si vorrebbero dimenticare vecchi errori o qualcosa che non è andato come volevamo. Ecco che quando poi mettiamo sulla bilancia i ricordi, invece, vorremmo tenerli tutti, perché noi siamo anche quelle cose lì, non volerle dimenticare allora diventa sinonimo di accettarsi.
“Lei e le sue rose” e “Non Voglio Più Dimenticare” sembrano appartenere a un mondo narrativo ben preciso. Hai già in mente il “terzo capitolo”?
Nì, più che il terzo capitolo ho in mente un intero album. entrambe sono nate come storie per albi a fumetti ed insieme a loro ho altre “sorelle” che mi piacerebbe trasformare e far ascoltare


