In un tempo di relazioni rapide e filtri emotivi, Biocca firma un brano che ha il coraggio di essere sincero. “Superstar” è una lettera affettuosa e graffiante, piena di verità domestiche. L’intervista racconta la genesi di un pezzo che non rincorre il trend, ma il cuore.

“Ho pochi soldi, difetti molti…”: partire da una confessione così disarmante è una scelta potente. Perché hai deciso di aprire il testo in questo modo?

Per mettere subito le cose in chiaro…..si sta insieme perché si ha voglia di stare insieme e non per altri fini.

C’è qualcosa nel tuo modo di fare musica che ritieni rimasto immutato nel tempo, una sorta di tua firma personale?

Credo proprio di si …..anche perché seppur amando certe caratteristiche tipiche del rock duro spesso hanno avuto difficoltà nel definirmi … io non inseguo cliché ….sono quello che sono e non necessariamente allineato ai trends del momento

“Superstar” sembra quasi un dialogo. Hai pensato al brano come a una lettera, un confronto, o è più un monologo?

Io la definirei più che altro una sincera “riflessione / descrizione”

La scena musicale oggi è molto diversa da quella degli anni Ottanta. Come vivi questa evoluzione? Ti incuriosisce o ti spaventa?

La scena musicale cambia giustamente con i tempi che cambiano. La cosa per me importante è avere un approccio sincero e convinto con quello che si fa… ad esempio tutte queste polemiche su l’autotune io  non le capisco….è un effetto come un altro. Echi, riverberi, flanger etc.etc. ognuno fa quello che si sente di fare e confeziona il suo prodotto come crede…Quando salta fuori qualche novità non sempre la si apprezza e l’età di chi ascolta è una componente decisiva. C’è tanta buona musica in giro che non avendo l’appoggio dei grandi media non raggiunge mai il grande  pubblico.

Il tuo brano parla anche di quotidianità. Quanto credi che la musica possa o debba raccontare il reale, rispetto all’immaginario?

C’è spazio sia per il reale sia per l’immaginario ; il bello della musica è proprio questo

Hai mai avuto dubbi sul continuare a fare musica? E se sì, cosa ti ha spinto a restare?

Dubbi e difficoltà ne ho avute molte ma in realtà non ho mai staccato del tutto; ho avuto successi personali anche in altri ambiti ma ciclicamente la passione per la musica e la scrittura riaffiorano  sempre; ho una voglia matta di far conoscere le mie canzoni!

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.