In bilico tra il reale e l’onirico, tra la crudezza urbana e il rito trascendente, i BIORISK costruiscono un mondo dove ogni suono è simbolo e ogni parola è rischio. A partire da un riff in una cascina, passando per palchi condivisi con i Finley e festival indipendenti, il cammino si è fatto sempre più nitido. Fuori dai margini si presenta come un viaggio senza filtri nel caos del presente, dove le “cattive news” bruciano e “le porte della chiave d’argento” si aprono su altre dimensioni. Una contaminazione inevitabile, sonora e mentale.

C’è un senso di urgenza, quasi viscerale, nella vostra musica. È qualcosa che vi viene naturale, o c’è un lavoro dietro per mantenere viva questa intensità?
Fa parte del nostro modo di essere, istintivi, irrazionali ma al contempo pragmatici. Questo ci rende i Biorisk.

La combinazione tra groove rap e sezioni strumentali ricercate è insolita. È un tentativo di far dialogare corpo e mente, istinto e ragione?
Esatto. L’uomo ha mille sfaccettature ed è costantemente in lotta con sé stesso prima che con gli altri. Noi cerchiamo di dare libero sfogo anche alla parte più incoerente ed irrazionale dell’essere

La provincia è spesso vista come un luogo di confine. I luoghi scrivono il suono? Per voi è successo?
Noi pensiamo che il luogo non sia altro che una convezione da cui prendere ispirazione, ciò che conta è la comunità di intendi e di spirito

Guardando avanti, pensate che continuerete a spingere ancora più in là i limiti del vostro suono, o sentite il bisogno di consolidare la storia scritta sino ad ora?
Non abbiamo limiti, vogliamo fare esplodere la nostra creatività e lasciare un segno indelebile

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.