Sala, E. Borghi (IV): “vicenda Sala conferma che siamo tornati a essere ago della bilancia nei rapporti internazionali”
“Voglio esprimere innanzitutto la mia felicità per il ritorno a casa di Cecilia Sala. La fine di questa storia è un atto importantissimo, che ci ricorda quanto i giornalisti siano i nostri occhi e le nostre orecchie in teatri proibitivi come quello iraniano. Questa vicenda ci conferma ancora di più la spiccata differenza tra il nostro modello democratico, che spinge al dibattito e alla libertà di stampa, e i modelli autocratici come quello iraniano dove le libertà sono compresse”. Lo ha dichiarato ai microfoni di Radio Cusano il Senatore Enrico Borghi, membro del COPASIR, intervenuto nel corso della trasmissione ‘5 Notizie’ condotta da Gianluca Fabi in merito alla scarcerazione e al rientro in Italia della giornalista Cecilia Sala. Borghi ha proseguito “mi preme sottolineare che questo episodio certifica che il nostro Paese è tornato a essere un terreno sul quale le grandi potenze geopolitiche misurano i loro rapporti. Dobbiamo avere la consapevolezza di vivere una nuova fase, in cui siamo tornati a essere l’ago della bilancia delle relazioni internazionali come in passato-spiega- e il fatto che ci sia stata un’interazione tra USA, Iran e Italia è la conferma di quello che dico”. In merito al rapporto tra opposizione e maggioranza riguardo al caso specifico, Borghi commenta “sono contento che tutte le forze politiche abbiano rispettato la richiesta del silenzio stampa, la situazione imponeva di evitare tensioni. Il dibattito tra maggioranza e opposizioni, se finalizzato a trovare soluzioni, è sempre positivo ed è ciò che ci differenzia dall’Iran”. Il senatore termina il proprio intervento analizzando il possibile rilascio del detenuto iraniano Abedini “non posso esprimermi, ma la mia opinione è che se un cittadino italiano viene incarcerato senza motivazioni giustificabili come accaduto a Cecilia Sala, è nostro dovere fare di tutto per riportarlo a casa. Noi mettiamo al primo posto la sicurezza delle persone e facciamo le dovute valutazioni di conseguenza” conclude Enrico Borghi.