Tra emozioni intense e melodia evocativa, Mino Minardi esplora il difficile cammino verso la redenzione. La sua musica invita a riflettere sulla forza interiore. Dopo il lancio, la nostra intervista esclusiva.

Ciao, Mino. Da dove nasce l’ispirazione per il nuovo singolo “Vento”?

Ciao, le mie canzoni sono molto spesso autentiche, ovvero tratte da storie vere, magari non mie, ma che mi circondano. Vento nasce dal bisogno di urlare, di esprimere un dolore, dalla liberazione nella crescita.

Che legame hai voluto instaurare fra l’immagine del vento e il valore della Fede?

Diciamo che è un tema un po’ particolare.

C’è chi vive la spiritualità come un obbligo e un’imposizione, chi dalla famiglia e chi dal “fuori”.

Io trovo che la fede debba essere come un vento che ti trascina, di cui però bisogna avere fiducia e quindi lasciarsi muovere.

Quando la spiritualità viene trascurata, c’è modo di rinascere e uscire dalle tenebre oscure?

Non sono io che devo esprimermi in questo, penso che ci sia una rinascita sempre dopo le disavventure, e che dopo la pioggia arriva l’arcobaleno, uno dei più bei fenomeni naturali.

Dal punto di vista delle sonorità, ti sei lasciato affascinare da un genere particolare?

No diciamo che ho cercato di dare un po’ di freschezza, in modo che anche i più giovani possano apprezzare le mie parole e i miei testi e melodie.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.