Esce per la Volume! questo nuovo capitolo di Marco Elba, un EP digitale dal titolo “Frammenti” composta da 6 tracce dentro cui si mescolano i cliché e la ricerca, una personalità che sa fare a meno di suoni e forme particolari. Piuttosto è dentro il flow delle liriche e quel sentore neomelodico che manteca tutto.

Spesso al tuo modo di cantare si accostano colori neomelodici. Eppure sei lontano anche geograficamente. Cosa ne pensi?
Onestamente non ci ho mai fatto caso! Sicuramente la scena musicale napoletana di oggi ha tanto da offrire, con picchi davvero notevoli. Io ascolto musica di tutti i tipi: dalla musica da camera, passando per l’EDM, fino alla trap. Nel produrre determinati brani sarà quindi emersa questa piccola parte dei miei ascolti in maniera inconscia. In ogni caso tendo a non fossilizzarmi su questi aspetti, canto semplicemente ciò che mi sento.
Eppure la trap è da li che viene… ti senti di appartenere un poco a questo enorme calderone?
La trap è un genere musicale che apprezzo, specialmente declinato in determinati modi. Adoro le atmosfere sonore tipiche del genere e le scansioni ritmiche e melodiche del cantato: le tengo spesso in considerazione quando scrivo i miei brani. In linea di massima cerco sempre di unire elementi appartenenti a generi musicali differenti così da comporre uno stile personale e fresco. Se proprio dovessi definire il mio genere musicale di appartenenza, così su due piedi direi “trap pop elettronico”. Quindi la trap è sicuramente una delle componenti, ma ce ne sono molte altre.
Anche dalla tua c’è il drilling americano a far da colore quasi ovunque. Nella letteratura underground italiana, non esiste la ricerca di qualcosa di nuovo? Come si scelgono i suoni e gli arrangiamenti? E perché tutti ricorrono al drilling?
Per quanta mi riguarda cerco di scegliere innanzitutto quello che mi piace e penso possa essere più adatto a valorizzare il brano. Mi piacciono molto alcuni effetti e atmosfere che si possono ottenere con il drilling, di conseguenza quando sento che è lo strumento adatto per raggiungere un determinato risultato artistico ne faccio uso. Tuttavia, come detto in precedenza, cerco di affiancargli tanto altro così da variare il più possibile.
Un video ci hai pensato? Ci sono brani decisamente visionari come “Rub’ al-Khali”…
Sicuramente, la parte visuale è un elemento centrale della mia visione artistica! Inoltre, essendo anche videomaker, mi diverto un sacco a pensare e realizzare i videoclip. Per quanto riguarda Rub’ al-Khali, in realtà il video esiste già. Mi piacerebbe realizzare anche quello di Buenos Aires… Vedremo se ci sarà occasione o, più probabile, nel frattempo uscirà nuova musica e di conseguenza altri video!


