
“Rebellion” è il nuovo singolo di Sir Francis che trasforma la rabbia urbana in arte. Disponibile dal 25 ottobre, il brano affronta le sfide quotidiane e la ribellione contro una società oppressiva. Con un sound che miscela hip-hop classico e moderno, Sir Francis offre un’esperienza musicale avvincente.
Un caro saluto a te, Sir Francis. Il tuo singolo “Rebellion” presenta sonorità e tematiche dell’hip hop classico. Cosa ti affascina di questo genere? Le parole del testo sono venute da sé?
Un saluto a tutti voi! Grazie infinitamente per questa splendida occasione per parlarvi di me e del mio ultimo brano, “Rebellion”! Assolutamente, l’hip hop è il genere che mi appassiona di più in assoluto, in tutte le sue sfumature sonore e testuali, ed è ciò che amo fare. Come questa cultura insegna, bisogna essere sinceri, avere attitudine e veicolare un messaggio con stile: è quello che cerco di fare in ogni brano, e Rebellion credo sia uno dei pezzi meglio riusciti in questo senso – non a caso è il brano di apertura di un progetto più ampio. Rebellion nasce in un momento molto particolare, in cui le certezze che mi hanno tenuto a galla sono state davvero poche: famiglia, amici, amor proprio. Una ribellione non violenta contro una relazione finita in malo modo, contro tempo e denaro, contro la continua e insensata corsa al successo, contro un sistema fatto di istituzioni mai realmente interessate al bene collettivo. Il testo è venuto fuori di getto, grazie a tutti queste sensazioni.
Credi che la musica sia un mezzo efficace per comunicare e portare avanti problemi reali? Con i tuoi brani, vorresti raggiungere un obiettivo particolare?
Certamente, sono convinto che la musica serva proprio a questo, a generare una sensazione in chi ascolta, capace di far riflettere e creare consapevolezza su qualsiasi problema. Questo nel migliore dei casi, ed è la cosa più difficile da fare per l’artista. Ma ragionando in questi termini, sono convinto che qualsiasi forma d’arte possa contribuire a migliorare la vita quotidiana delle persone.
Io personalmente faccio musica proprio per questo, e credo che l’hip hop sia uno dei generi più appropriati.
È difficile, al giorno d’oggi, trattare tematiche reali e concrete, quando il mondo dei social e alcuni generi musicali vogliono distoglierci dai problemi reali?
Sicuramente, è difficilissimo. Viviamo in un mondo che corre, le giornate sono sature di informazioni, media che parlano solo di violenza, guerre, cambiamenti epocali. Di conseguenza ciò che ricerchiamo è la leggerezza, il divertimento, staccare il più possibile la spina. Per carità, la musica esiste anche per questo, ed è giusto che sia così. Ma d’altro canto la musica può essere in grado essa stessa di farci evadere, di farci cambiare opinione, di farci vedere le cose in modo diverso, creando consapevolezza. La musica è in grado di fare molte cose per le persone, in diverse modalità.
Se dovessi dare un consiglio ai tuoi ascoltatori, quale sarebbe?
Concludendo il discorso, il mio consiglio è quello di conoscere di più l’arte, entrare in contatto con essa quotidianamente, con una buona dose di curiosità: musica, libri, poesie, quadri, film o serie tv…fatte bene sia chiaro, non i prodotti di plastica messi in vetrina insieme ai gadget. Credo fermamente che l’arte sia una delle armi migliori per cambiare ciò che in questo mondo ancora non funziona. Vi ringrazio ancora per l’opportunità! Un abbraccio e un saluto a tutti! Ci “sentiamo” in giro!


