“… Non ci sono argomenti che non si possono insegnare, è necessario saper adattare i contenuti e utilizzare un linguaggio adeguato alla loro età e alle loro competenze.”

Lo scrittore Sebastian Ruggiero pubblica nel mese di giugno del 2024 un racconto intitolato “Il Fato racconta… Il fuoco! Prometeo e Fetonte” con le edizioni Erickson Live. L’obiettivo è quello di spiegare ai ragazzi e alle ragazze della scuola secondaria di primo grado le origini del mondo attraverso il mito: a distanza di millenni, il Fato sceglie di raccontare le storie di cui egli stesso è artefice
Il Fato ha rappresentato la forza a cui si sono sottomessi gli stessi dei e gli uomini. Come mai hai deciso di assumere il suo punto di vista? Ti affascina l’idea di svelare i segreti del mondo attraverso gli occhi di un’entità millenaria?
Il Fato, nella mitologia, rappresenta una entità immateriale che sovrasta l’esistenza di mortali e divinità, che dirige e condiziona le loro sorti. Mi ha affascinato l’idea di costruire intorno a questa forza la voce narrante dei miei racconti. Essendo stato testimone e artefice dei destini di molti, ormai stanco della sua millenaria solitudine, si rivolge al pubblico dei giovanissimi per raccontare le vicende mitiche.
Il ciclo di racconti sarà basato sull’origine degli elementi naturali. Perché sei partito proprio dal fuoco?
Devo dire che proprio Prometeo, racconto da cui intendevo iniziare il mio percorso narrativo tra i miti, a darmi l’ispirazione. Prometeo ha due aspetti fondamentali nella tradizione mitica, crea gli uomini e dona loro il fuoco rubandolo agli dèi. Ho avuto così l’idea di costruire le mie narrazioni intorno ai quattro elementi e cercare così quei miti, anche non notissimi, legati ad uno degli elementi naturali. Infine, credo che tra i quattro elementi il fuoco sia quello che più appassiona i lettori.
Pensi che i ragazzi più giovani abbiano la capacità di apprezzare maggiormente i miti e le leggende? Conservano ancora l’immaginazione e la possibilità di aprire le loro menti?
Lo credo fermamente. Non ci sono argomenti che non si possono insegnare, è necessario saper adattare i contenuti e utilizzare un linguaggio adeguato alla loro età e alle loro competenze. Credo poi che spetti anche a noi educatori rivitalizzare quello spirito astrattivo e di immaginazione che una realtà virtuale e meramente visiva sta atrofizzando.
La tua esperienza a stretto contatto con la scuola ti ha ispirato per la scrittura di questo racconto?
La mia esperienza di quasi venticinque anni nel mondo della scuola contribuisce in modo sostanziale a questa mia scelta narrativa. Sono dei racconti rivolti proprio alla fascia degli alunni della scuola primaria e scuola secondaria di I grado con doppia finalità, sia quella di appassionare alla lettura dei miti, sia quello di arricchire il loro lessico e migliorare la comprensione del testo.


