Marco Forti pubblica “Parole”: l’amore, la politica, la società. Tante le chiavi con cui parlare e fare critica alla modernità. Di rado ci soffermiamo sulle parole che stiamo continuamente deformando nella loro natura e relazione. Marco Forti lo fa, con una canzone di leggerissimo peso romantico.

Ho come l’impressione che tu abbia sacrificato soluzioni facili di orecchiabilità contro il messaggio delle parole. Vero?
Esatto, hai colto il punto chiave. Ho pensato che per rendere diretto e facile alla comprensione un messaggio così profondo, sarebbe stato più efficace avere un sound più orecchiabile e più “commerciale” o, per meglio dire, popolare.

Bella questa copertina: come a dire che non servono immagini nitide ma basta il suono e l’ascolto?
Ogni singola cosa produce un suono, perfino il silenzio, disse qualcuno. L’immagine di copertina simboleggia la semplicità, nel suo largo spettro, così com’è l’essenza di ognuno di noi. Ciò che da sempre è dentro di noi, non ha bisogno di certezze, nitidezze, colori, ufficialità, etichette. Non necessita di manifestazioni o tornaconti personali per esistere e per essere tale! È un concetto che va ben oltre ciò che siamo abituati a vedere, a percepire, a vivere in superficie. L’universo, come gli abissi del mare, è pieno di suoni, di messaggi nascosti, di soluzioni e non “pretendono” nulla in cambio! Non hanno bisogno di pubblicità. Non hanno bisogno di dimostrare nulla. Stanno lì, punto. Esistono, così come le parole. Come quando fai del bene e dimentichi. L’hai fatto, punto. Come l’amore. Ami, senza nulla a pretendere. Senza compromessi. Lo fai, punto. Esisti e questo basta. Questa è l’essenza della vita, secondo me. Questo è Dio e tutto quello che ruota intorno a questa storia. Questa è l’essenza delle parole. Esistono e questo basta e avanza. Senza nulla in cambio. Eccola l’idea di copertina: semplice, senza far vedere niente. Senza mostrare o dimostrare niente a nessuno. Basta l’idea, le parole e poi l’ascolto.

E anche nelle tue foto promozionali hai un contatto diretto con la natura. Questo che significato porta con sé?
Beh, la natura è il posto giusto in cui stare, quando vuoi startene con te stesso, fuori dal sistema frenetico. La natura porta con sé consigli, ispirazioni, legami con un qualcosa non vedi, che non riesci a toccare con mano ma che percepisci perfettamente! Mi ha sempre affascinato. Semplicemente “ossigena” i nostri giorni e colora ogni lato oscuro che è in noi. In un certo senso, fa parte della nostra vita. Ad esempio il mare, come per il nostro corpo, ricopre per il 70% il nostro pianeta. La natura fa parte di ogni nostro respiro. Pensiamo alle foreste (marine e terrestri). Soffermiamoci ad ascoltare i suoni della natura; ci accorgiamo che anche lì c’è musica. Per ogni aspetto di noi e del mondo esterno c’è un legame e, il nostro, è attraverso le parole. C’è una canzone di Michael Jackson (Earth Song), penso sia, per eccellenza, la risposta perfetta a tutto questo

Ma quante sono le parole che non possiamo più dire? Prendendo spunto dal tuo aneddoto: che ricchezza è la parola?
Come si evince dal testo del brano, le parole possono fare bene come anche molto del male; le parole non dette, ad esempio. Non sempre si può dire tutto ed è per questo che forse vorremmo tornare ad essere bambini, perché loro, come dice Povia, non hanno peli sulla lingua. Quando cresciamo le parole le affidiamo alla nostra razionalità, alle regole sociali, al pudore, alla paura e quindi spesso ci teniamo nel dire certe cose … Iniziamo a pensare che il NON DIRE possa aiutarci a “sciogliere delle matasse” o prevedere certi “disastri” e invece è il primo errore che commettiamo con noi stessi, perché i primi a starci male siamo proprio noi, creando dei muri dentro, delle maschere per fingere e prenderci in giro. A volte questi muri sono così alti che quasi crediamo non ci sia più un orizzonte davanti a noi. Non più un paesaggio da ammirare, solo cemento e “grigiume”. La parola è dare sfogo; la parola è lasciare una firma in calce. La parola è la più grande ricchezza che avremmo mai potuto ricevere! C’è chi non può parlare, come Marco, ma non si scoraggia perché la parola è anche comunicazione e si può comunicare in tanti altri modi, oltre alla voce. Pensiamo ad esempio alla famosa “parola di Dio”: tutti la conosciamo da anni, ne abbiamo sentito parlare in tutte le lingue del mondo, ma in quanti effettivamente lo hanno sentito parlare? In quanti hanno ascoltato la sua voce? Le parole vanno oltre il suono. Oggi comunichiamo perfino tramite i social, per iscritto tramite email o tramite messaggi. Comunichiamo con i suoni, con la musica, attraverso gli occhi. Comunichiamo con i gesti. Quante volte, magari essendo in un paese straniero, ci facciamo capire con dei gesti senza parlare la loro lingua? Addirittura la tecnologia sta avanzando, a breve riusciremo a comunicare telepaticamente, chissà!

Come hai pensato di farlo un video? Ci hai pensato?
Si, con il mio team ci stiamo organizzando per realizzarne un video. L’idea già c’è. Non vorrei spoilerare ancora niente per il momento ma posso dire che sarà un video che “seguirà le orme” della canzone: né troppo semplice, né troppo articolato. Un video forse particolare, come lo è un po’ questa storia che racconto e che sto portando avanti. La storia di Marco De Alexandris, un ragazzo che non può parlare, meno fortunato di me, di noi, ma che rispetto a noi, vive la vita con un valore diverso e paradossalmente più felice, più spensierato, più “attaccato”. Ho imparato tanto da lui e colgo l’occasione per ringraziarlo e mandare un caro saluto a tutta la sua famiglia.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.