Nella canzone si ripercorre praticamente a tratti la storia d’amore, essendo autobiografica.

Love Story” è il nuovo singolo del poliedrico cantautore Gimmy, sui principali stores digitali e dal 29 marzo nelle radio in promozione nazionale.

Ciao Gimmy, presentati ai nostri lettori.

Ciao a tutti, sono Gianmarco Laurentaci in arte Gimmy ho 35 anni e sono nato a Bari e ad oggi da oltre sei anni gestisco in totale autonomia un negozio di occhiali. Con la musica è nato tutto un paio d’anni fa. Da anni ho sempre avuto diverse strumentali e inizialmente provavo a fare freestyle; poi mi sono detto:” Perché non provare a fare una canzone?”. Da lì ho cominciato a scrivere e a registrare in studio diversi brani e ad oggi è diventata una costante.

Perché il titolo “Love Story”? Cosa si nasconde dietro la canzone?

Il titolo Love Story lo dice la parola stessa parla di una storia d’amore vera purtroppo terminata da un anno. Nella canzone si percepisce tanta sofferenza, tristezza, dolore, un mix di emozioni, di ricordi e anche quel pizzico di speranza. Una canzone molto molto personale che può essere anche da spunto per tanti giovani che hanno vissuto la stessa situazione.

Un sound che trasuda originalità e personalità, ma anche con molti riferimenti ai grandi del passato, quando la musica rappresentava ancora l’apice dell’espressione umana evolvendo e condizionando l’intera società. Quali i tuoi riferimenti artistici che hanno aiutato la tua ispirazione nella tua musica?

Sicuramente Mecna è l’artista a cui mi ispiro maggiormente, mi piace il suo flow, la sua metrica, il fatto che nelle sue canzoni passa dal cantato al rappato in un lampo e questo mix è per me emblematico. Per me una canzone deve essere piena di cambi, colpi di scena, melodie sempre diverse per tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore.

Pubblicare un album? Se sì, quando uscirà? Oppure continuerai facendo uscire singoli come esige la discografia di oggi?

Sono più orientato a pubblicare singoli anche perché sono più immediati di un album, mentre magari più in là, quando avrò più continuità ed esigenze diverse si può pensare a pubblicare un album.

Domanda impegnativa: c’è un piccolo tour all’orizzonte? Dove ti si potrebbe ascoltare live?

Questa è una domanda tabù perché l’unico problema è quella maledetta vergogna/paura di esibirsi davanti a tanta gente; al momento non c’è nessun tour e nessun progetto di questo tipo. Sarei felice se i miei fans al momento mi ascoltassero su Spotify o in radio e poi magari valutare qualche piccolo concerto perché no.

Quali sono gli obiettivi da voler raggiungere? Cosa ti aspetti da questo percorso artistico e discografico?

Mi piacerebbe essere un’artista affermato, conosciuto ma soprattutto fare qualche featuring con qualche pezzo importante, per citarvi alcuni (Mamhood, Mecna, Elodie, Lazza) ed essere prodotto da The Supreme che è uno dei miei idoli indiscussi. Mecna perché resta la mia fonte di ispirazione e mi sento molto più vicino a lui, Mamhood perché ha una voce pazzesca e mi piacciono le sue variazioni durante le canzoni, Elodie perché mi piacciono i duetti con voce femminile e penso lei si possa avvicinare col mio genere e sound e Lazza perché penso sia molto completo sia nel cantato che nel rappato.

Artisticamente parlando, rifaresti tutto oppure hai dei rimpianti?

Nella vita non ho mai avuto rimpianti, qualsiasi scelta prendo la porto a termine e sono sicuro di ciò che faccio.

L’ultima parola a te… lasciaci un messaggio!

Spero che possa avere una crescita esponenziale, di riuscirmi ad affermare come vorrei, a sentire il mio brano in qualche radio importante e in qualche occasione perché per me sarebbe motivo di orgoglio e ciò che posso dire a tutti voi è di seguirmi sui social, sui nuovi progetto perché penso che il mio modo di fare musica, seppur molto semplice, può coinvolgere il pubblico e lasciare sempre un messaggio.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.