Anna Jencek presenta un viaggio emozionale attraverso i secoli con il suo ultimo disco, “Saffosonie – Cantando liriche di Saffo”, un’opera che abbraccia la poesia antica con una fresca vitalità contemporanea. Il legame profondo tra la voce di Jencek e la musica composta in collaborazione con Flavio Minardo crea un connubio magico che trasporta l’ascoltatore in un mondo di bellezza e introspezione. Ma ciò che rende questo album visionario è l’orchestrazione impeccabile di Dario Toffolon, che arricchisce ogni traccia con sfumature e armonie che toccano l’anima e si posizionano in bilico tra contemporaneo, classico e fanciullesco. Composizioni in un dialogo armonioso con le liriche di Saffo, vita di un’esperienza sonora che coinvolge.

«Ho dedicato il mio canto a due persone fondamentali nella mia vita, volate ormai dentro il mistero, e che sono menzionate a chiusura di “Saffosonia 5”. Una è la psicoterapeuta Anna Cannata, amica di gioventù e di follie. Il video che fa da sfondo al mio spettacolo “Saffosonie” è opera del figlio simone cannata, filmmaker. L’altro è Luigi Chiarelli, scrittore, pittore, mio amato regista di spettacoli teatrali. per sentirlo ancora più partecipe della mia musica, per confezionare il disco ho utilizzato suoi quadri. La copertina è opera di sua figlia Elisabetta, la serigrafia sul cd della moglie Cristina Gastel. I soggetti sono naturalistici, per lo più boschi, a rispettare l’ambientazione dei versi di Saffo (esempio, Saffosonia 6: “venite al tempio sacro delle vergini, dove più grato è il bosco …”). Boschi per lo più inquietanti, come premonizione alla scelta suicida della poetessa. io appaio come una sorta di Ofelia che si scioglie nelle acque (dell’Egeo?), a sottolineare la mia predisposizione teatrale, maturata proprio con Chiarelli regista. La copertina, poi, l’albero, simbolo di vita: radici nella terra, fronde al cielo (suggestione fondamentale per me, tant’è che ho scelto, come indirizzo email, “Lalberoanna”, citazione anche del mito di Dafne). Albero che poggia la sua base su strumenti, mentre sui rami cantano uccelli e violini, e sul prato cadono, ondeggianti nel vento, fogli di musica». Anna Jencek

Tutto questo è parte e pensi di un recital teatrale dal titolo “Operaio di Sogni” di Alessandro Quasimodo, elemento che aggiunge profondità e autenticità al tutto quanto il progetto. Il fatto che Jencek abbia avuto il compito di intercalare l’interpretazione poetica di Alessandro con momenti musicali, cantando e musicando alcune liriche di Saffo nella traduzione di Salvatore Quasimodo, testimonia il suo impegno nel portare la poesia e la musica insieme in una sinergia transmediale davvero ambiziosa e che rischia comunque di combattere su un terreno arduo visto il tempo moderno che abbiamo intorno, di indifferenza e di superficialità estetica.

“Saffosonie” è più di un semplice album, è un’esperienza sensoriale che trasporta l’ascoltatore in un viaggio attraverso le emozioni e i pensieri di una delle più grandi poetesse dell’antichità, interpretata con maestria da Anna Jencek e accompagnata da un ensemble musicale di grande qualità. Sembra un viaggio onirico… è un viaggio onirico…

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.