Parliamo dell’esordio ufficiale della Nuova Orchestra Santa Balera, ospiti di questa serata al Festival di Sanremo per celebrare i 70 anni di “Romagna mia”. Il liscio in mano ai giovanissimi: 15 musicisti e 10 ballerini scelti lungo un percorso che Giordano Sangiorgi e il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti in collaborazione con Regione Emilia Romagna per la Campagna Verso il Liscio Patrimonio Immateriale dell’Unesco, sta portando avanti da tempo per la riqualificazione e l’innovazione di un genere che ha portato l’Italia nel mondo. Dunque non ci resta che rubare qualche indiscrezione al patron del progetto:

Come nasce il circuito Santa Balera?
Nasce da un’idea del MEI in primavera dopo l’alluvione… nasce per valorizzare e in qualche modo santificare tutte quelle balere storiche che ancora oggi esistono. Abbiamo realizzato con il circuì “Vai Liscio” della regione Emilia-Romagna, un itinerario e un tour che dura un mese e che visita 10 balere del territorio, in cui abbiamo fatto suonare giovanissimi della generazione Z del liscio, i big di questo mondo, abbiamo fatto ballare diverse scuole di ballo e abbiamo consegnato la targa di “Balera storica” a queste 10 strutture che resistono… e per questo sono “sante”.

I ragazzi selezionati hanno seguito un iter o un contest?
Ne abbiamo radunati tantissimi proprio da quel contest fino a poter realizzare un primo festival targato MEI dedicato alle nuove band di liscio under-30. Da qui l’idea di fare un circuito nelle balere storiche di giovani che fanno liscio, ne abbiamo portati in scena oltre 100… e da li è nata una normale selezione che ci ha portato a definire una formazione di 15 musicisti proveniente da tutta l’Emilia-Romagna che, con orgoglio, salirà sul palco di Sanremo proprio per celebrare i 70 anni di “Romagna mia”. 

Gli orchestrali e i ballerini si esibiscono sempre insieme?
La valorizzazione del liscio, per quanto ci riguarda, è inscindibile nel dialogo costante che c’è tra musica e ballo, per cui diciamo che la Nuova Orchestra Santa Balera si esibisce sempre con dei ballerini. Nello specifico sul palco dell’Ariston ci saranno 5 coppie, ovvero 10 ballerini sempre provenienti dalla Romagna.

Come nasce l’idea di proporre Romagna mia al festival di Sanremo?
Molto semplice: nel 2024 festeggiamo i 70 anni da “Romagna mia”, pubblicata nel 1954 divenuta una hit mondiale, una delle 10 canzoni italiane più note al mondo cantata e reinterpretata da tantissimi – penso solo a Papa Wojtyla solo per fare un esempio… non poteva che meritare una celebrazione simile.

Come ha accolto la proposta Amadeus?
Come sempre negli incontri che abbiamo avuto in questi 5 anni di sua conduzione e direzione di Sanremo, è stato sempre molto attento e in ascolto alle proposte che facevo. In qualche modo sottolineando l’importanza della scena indipendente e dunque recependo molte di queste cose sin dalla sua prima edizione (ricordiamo come in quella edizione c’erano infatti molti nomi sconosciuti al grande pubblico che provenivano dal mondo del MEI). In questo caso la proposta ha destato in lui molta attenzione tanto che alla fine l’ha fatta sua e ci ha chiamati a realizzarla.

“Romagna mia” al festival vuol essere un omaggio agli “Angeli del fango”. Tutti noi siamo stati toccata dalle parole del Presidente Mattarella, ma com’è adesso la situazione?
“Romagna mia” è stato un brano ad alto tasso di condivisione. Cioè nel post-alluvione, mentre si lavorava per pulire le città dal fango e dall’acqua che ha devastato la Romagna, gli alluvionati, i volontari, la Protezione Civile si ritrovavano la sera nelle piazze a cantare assieme “Romagna mia”. Quindi mai come in quel caso ha unito una regione intera. Le parole del Presidente Mattarella ha confermato e celebrato tutto questo e diciamo che oggi la situazione è quella di una ripartenza ma ancora molto lente. Ci sono zone in cui restano vive le tracce dell’alluvione: serve una maggiore incisività, una maggiore operatività per tornare davvero a rinascere completamente.

Un ricordo forte è quello delle scuole di musica spazzate via: stanno rinascendo?
Noi di Audiocoop abbiamo fatto un lavoro importante. Abbiamo elencato tutte le realtà musicali alluvionate nel nostro territorio, le abbiamo inviate alla regione, al ministero, perché decidessero che tipo di azioni fare. Noi di nostro abbiamo fatto un’azione di crowdfunding raccogliendo decine e decine di migliaia di euro che abbiamo redistribuito ad oltre 30 di realtà musicali e culturali che avevano necessità anche solo di un piccolo fondo di sostegno, anche solo di un gesto simbolico per rincuorarle e sostenerle nella ripartenza. Ad esempio, come ci è stato detto dal Sottosegretario Mazzi, è stato proprio grazie alla nostra segnalazione che abbiamo fatto al ministero della cultura che siamo riusciti a far avere un cospicuo fondo tratto dall’incasso del concerto “Italia love Romagna” alla scuola musica Sarti di Faenza. Siamo orgogliosi di aver dato questo contributo per le nostre realtà musicali e culturali.

Come ha accolto il mondo del liscio la partecipazione a Sanremo dei Santa Balera?
Mi sembra che tutti comprendano che una finestra sul mondo del liscio a Sanremo vuol dire avere una ripercussione positiva su tutto il settore del liscio, quindi sulle balere, sulle scuole di ballo, sulle scuole di musica, oltre ovviamente su tutto il territorio come anche sulla campagna che vuol portare il liscio a diventare patrimonio dell’Unesco. 

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.