Un fascicolo d’indagine aperto dal procuratore capo di Tivoli, Francesco Menditto e da Arianna Armanini, sostituta procuratrice, con la richiesta di disposizione di accertamenti sulla provenienza e sul tipo di giocattolo, che ha causato il decesso di un bambino di due anni.

Era la sera del 27 dicembre, quando due genitori moldavi, si accorgono che il proprio figlio di appena due anni, respira a fatica; immediata la chiamata al 118. Nell’appartamento di Monterotondo, dove la famiglia risiede, in pochi minuti arriva un’ambulanza. In un primo momento, il bambino -apparso subito in gravi condizioni-, viene portato nell’ospedale di Gonfalone; lì, il piccolo, va in arresto cardiaco. Dopo attente ed accurate analisi effettuate dai medici, ci si rende conto che, nello stomaco del bambino, sono presenti delle piccole parti di un giocattolo. E’ stata una corsa contro il tempo, ma nonostante l’elisoccorso abbia trasportato d’urgenza il piccolo, presso il policlinico universitario Agostino Gemelli, i medici del nosocomio, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, dopo una   rianimazione cardiopolmonare di oltre un’ora, effettuata al Gemelli, quando il bambino era arrivato già in morte cerebrale. A seguito del decesso del bambino, i genitori hanno dato il consenso al prelievo degli organi.