La rete è piena di insidie e la pedofilia, scorre lungo i meandri della tecnologia.

I pedofili arrestati nella maxi indagine su abusi scambiati nelle chat, avrebbe portato, in queste ore, l’arresto di numerose persone con un’età compresa tra i 16 ed i 70 anni. Scambio di fotografie e immagini video, nelle chat scambiate dai pedofili, che utilizzavano una sezione nascosta della piattaforma “Viber”. Immagini e video che coinvolgevano minorenni e bambini piccoli, che sarebbero state inviate dall’estero, ma che sarebbero state divulgate anche da qualche tempo in Italia. Gli investigatori della Polizia Postale, si sarebbero addentrati, dopo indagini andate avanti per mesi, in una rete più grande di quanto ci si potesse aspettare. Gli arresti avvenuti, in flagranza di reato, attualmente avrebbero coinvolto circa 30 persone in oltre 40 province italiane. Le accuse rivolte ai pedofili identificati, oltre che ad ingente materiale pedopornografico, suddiviso in chat “nascoste”.  Le indagini, portate avanti per oltre sei mesi, dal Cncpo -centro nazionale contrasto alla pedofilia- ha fatto infiltrare numerosi agenti che, a loro volta, si sarebbero finti pedofili, per ottenere la fiducia degli utenti.