Jean-Baptiste Racine, nato il 22 dicembre 1639, è considerato il drammaturgo francese che, insieme a Pierre Corneille, ha influenzato maggiormente temi e sentimenti riportati dal teatro tragico francese del Seicento.
Di formazione classica, impartita dagli ellenisti e dagli insegnamenti dei greci, Racine ha iniziato a coltivare la sua passione per il mondo classico e la filosofia a Parigi, nella Petite Ecoles di Port-Royal.
I personaggi portati in scena sono antieroi che combattono tra il sé interiore, le pulsioni e i sentimenti, basti pensare ai temi dell’odio tra fratelli e l’amore incestuoso, delineando una visione giansenista dell’esistenza che emerge soprattutto in Fedra, la sua opera più celebre.
Racine, poeta che decanta la difficoltà dell’essere umano di destreggiarsi tra più strade e scelte vitali differenti, tratteggia scene sanguinose su uno sfondo cupo che si unisce all’animo dei personaggi. Su ispirazione dei principi esplicitati nella poetica di Aristotele, Racine, dunque, tratteggia attraverso le sue storie – basti pensare a Fedra e Ippolito – soggetti classici e moderni, portatori di un pensiero vivo e potente che lascia spazio al conflitto interiore dell’essere umano.