Anni di sacrifici per le imprese russe, per divenire leader dei mercati, soprattutto nell’ambito delle esportazioni, ma le continue sanzioni, affossano di oltre il 36% anche le società importanti come Gazprom.
E mentre il presidente Putin afferma che, per la Russia, la crescita continua ad esserci, il Ministro Lvrov afferma che: “Cinquemila anni di dominio dell’Occidente sul mondo, stanno finendo”. Le sanzioni occidentali inflitte in quasi due anni di guerra tra Russia ed Ucraina, non avrebbero scalfito minimamente l’economia russa anzi, la crescita reale economica, secondo Vladimir Putin, supererà il 3.2% annuo, rispetto alle previsioni paventate dal Comitato statale per la statistica. Prospettiva che, con la ricandidatura di Putin, potrà solo che aumentare, soprattutto con la vittoria sull’Ucraina. La propaganda politica russa, talvolta, tende ad omettere statistiche e notizie contrarie al vero.Come può l’economia russa non aver risentito delle numerosissime e continue sanzioni europee, se si analizzano i dati del primo semestre di quest’anno, quando i ricavi delle grandi società russe, si sarebbero ridotti della metà. La banca centrale russa, in totale disaccordo con quanto affermato Putin, evidenzia la diminuzione dei ricavi delle maggiori società di esportazione del Cremlino di oltre il 41%. Dati che, se confermati, a fine anno, dovranno essere spunto di riflessione per Putin, per una nuova strategia di propaganda politica, per le prossime elezioni.