I finanziamenti alle Ong palestinesi, per i diritti umani, sarebbero stati limitati da alcuni Stati membri dell’Unione Europea.
Novantasei, sono le organizzazioni, tra cui spicca anche Amnesty International, ad aver firmato una lettera per richiedere spiegazione dei limiti imposti, da alcuni paesi, per sostenere le Ong palestinesi, per i diritti umani. La discriminazione, che ha avuto evidenti impatti disastrosi sulla popolazione palestinese, non sarebbe stata presa a seguito del conflitto iniziato il 7 ottobre scorso, ma bensì ancor prima. Tra gli Stati europei, ad aver adottato tali misure, troviamo la Germania, la Svizzera, la Danimarca. La riduzione -in alcuni casi addirittura la soppressione-, di questi aiuti, secondo i Paesi della Comunità Europea che hanno aderito a questa discriminazione, sarebbe stato il fattore che, gli aiuti economici destinati alla popolazione della Palestina, sarebbero poi realmente finiti nelle mani delle organizzazioni terroristiche, al fine di acquistare armi e promuovere la guerra e la violenza, ragione per cui, l’Unione europea, nei nuovi contratti con le Ong, avrebbe introdotto una clausola contro l’incitamento all’odio e ad essere monitorati al fine di controllare che tale postilla sia rispettata. A seguito della lettera resa pubblica da Amnesty International, l’Unione europea, in data 21 novembre, ha reso noto che: “Non è stata rinvenuta alcuna prova che indichi che i finanziamenti siano stati deviati per scopi diversi”.