Il 4 dicembre 1791 veniva fondato il più antico giornale domenicale britannico “The Observer”, edito dallo stesso gruppo del Guardian del quale condivideva anche la linea politica liberal/socialdemocratica.
Su iniziativa di Bourne, che aveva alte aspettative per il futuro, il successo del giornale non arrivò subito, bensì dovette attraversare un lungo periodo di crisi economica dovuto a problemi di indebitamento dell’azienda.
Nel tentativo di risollevare le redini della testata, The Observer fu affidato, nel 1814, a William Innell Clement. Solo successivamente, con il passare degli anni, in particolare negli anni Venti del XIX secolo, grazie al direttore Lewis Doxat, l’Observer assunse una linea più favorevole alla riforma parlamentare che si confaceva meglio al Reform Act del 1832.
Si susseguirono, dunque, diverse personalità a capo della testata, basti pensare anche a Joseph Snowe che, nel 1857, prese le redini di Doxat: con Snowe l’Observer subì una battuta d’arresto, anche a seguito del clima storico che si respirava per la Guerra civile americana.
Nel 1870 l’Observer fu guidato da Julius Beer e, dopo la sua morte, da suo figlio.
Nel 1911 si passò, invece, a William Waldorf Astor che seguiva ancora la posizione originaria del giornale. Solamente nel 1942, la testata aggiornò le sue linee guida, optando per l’imparzialità dei contenuti trattati. Astor diresse il giornale fino al 1977, schierandosi fermamente contro determinati aspetti dell’epoca – basti pensare all’opposizione all’invasione di Suez – e si circondò di personalità di spicco che gli garantirono una grande audience, grazie ad esempio al celebre scrittore George Orwell.
Infine, solo nel 1983 l’Observer passò sotto il controllo del gruppo Guardian News and Media, editore del Guardian.