
Il mondo Occidentale, a quasi due anni di distanza dallo scoppio della guerra tra Russia ed Ucraina, si domanda per quanto si possa andare avanti con i finanziamenti.
Si era parlato di guerra lampo, ma così non è stato e nonostante i continui finanziamenti mondiali a Kiev, la fine della guerra, non sembra neanche lontanamente vicina. L’interruzione dei dialoghi di pace, le ostilità e le accuse del presidente Vladimir Putin e gli aiuti continui provenienti da ogni parte del mondo a Zelensky, non hanno prodotto che il prolungamento del conflitto. La Nato, arrivati a questo punto fermo, si domanda quali potrebbero essere le varie possibilità. Sicuramente, la ripresa della comunicazione con Putin, resta uno dei punti fermi su cui riprendere quanto prima, ma si stanno valutando anche rapidi cambi e cessioni tra Russia e Ucraina. Che il presidente Zelensky voglia entrare a far parte della Nato, lo si è appreso da tempo, che per consentire l’ingresso in tempi rapidi, ci sia necessità di uno “scambio”, potrebbe essere la richiesta giusta. L’ingresso all’Ucraina nella Nato, potrebbe costare e Zelensky, la cessione del 20% del territorio alla Russia. Cremlino che, nonostante sanzioni e blocchi, nelle ultime settimane, sta intensificando attacchi mirati soprattutto nella zona di Avdiivka e nella capitale ucraina Kiev, mettendo in condizioni di grande sofferenza la popolazione e anche l’esercito, duramente colpito.