Valerio Maracci, in arte LaserSight, è un rapper romano, appartenente al panorama indie-rap. Dopo l’esordio del suo EP “Sedotto E Abbandonato”, ha composto tanti altri brani ben accolti dal pubblico, tra i quali “Notturno”, prodotto da Safe e pubblicato nel 2021, “Le Due Porte”, composto da 10 brani e anticipato dai singoli “Limbo” (prod. Safe), “Turista Per Sempre” (prod. Malpensa, feat. Malpensa) e “Kiss V” (prod. Malpensa).
Negli ultimi anni ha partecipato al Summer Day Music Festival e a Casa Sanremo Live Box 2023.
Il suo viaggio musicale, iniziato tanti anni fa, racchiude la singolare cifra stilistica di LaserSight, pregna di intimità, ricerca profonda della realtà delle cose, nel desiderio di trasmettere un barlume di luce e di speranza negli ascoltatori perché anche nelle incertezze della vita, nelle sfide quotidiane, nella complessità dell’uomo si racchiudono esperienze positive che valgono la pena essere vissute.

Quando è iniziato il tuo viaggio nella musica e come definiresti le tue produzioni?
“Faccio musica da un bel po’ di anni, da quasi quindici anni. La mia musica è nata dalla voglia di voler comunicare qualcosa perché caratterialmente ero molto timido, quindi è stata la mia valvola di sfogo per comunicare quello che non riuscivo a dire alle persone vis a vis. Ho iniziato a scrivere i primi testi e a metterli in musica, lasciandomi trasportare dall’amore viscerale per le parole, per il ritmo, per la musica. All’inizio rappavo perché non sapevo cantare ed era l’unico genere parlato che potevo far meglio. Scrivevo in cameretta e rappavo su basi prese da YouTube. Man mano, mi sono evoluto, ho iniziato ad andare in studio e a comporre i veri primi brani.
Definirei la mia musica indie-rap, non ho mai lasciato il rap come genere musicale perché sono partito da lì e rimarrà sempre un punto cardine.
Ad oggi, sono cinque anni che compongo musica grazie al supporto di etichette, produzioni e di un team eccezionale.”

In generale da cosa si lascia ispirare nelle sue produzioni musicali?
“Di solito tratto esperienze personali o della gente che mi sta attorno, tra amici, colleghi, parenti. Traggo ispirazione anche da situazioni che osservo per strada. Insomma, ogni cosa può ispirarmi e spingermi a creare una storia e una canzone dove immagino cosa possa essere successo o cosa accadrà.”

Il nuovo brano si chiama “3 puntini”. Perché questo titolo?
“Perché questo brano rappresenta uno sfogo intimo ed ipotetico nei confronti della vita e i tre puntini indicano l’ignoto, il futuro che ci aspetta ma che spesso noi vogliamo conoscere prima. Io concepisco l’ignoto come il bello di vivere, da qui la scelta di “3 puntini” come titolo.”

Nel nuovo singolo le incertezze della vita vengono cantate sotto una luce positiva sottolineando l’unicità dell’essere umano..
“Sì esatto, è visto in maniera positiva perché la canzone vuole trasmettere un messaggio ben preciso, cioè quello di non mollare anche se le sfide possono sembrare grandi e insormontabili perché, prima o poi, in qualche modo, si giunge all’obiettivo.”

Da dove nasce l’esigenza di trattare questo tema?
“È un tema che volevo trattare da tanto tempo, però non mi sentivo pronto. Essendo un argomento importante e impegnativo, occorreva esperienza e temevo di non riuscire a portarlo a termine come volevo. Col tempo, facendo i passi giusti, ho messo insieme i pezzi dei miei pensieri e ho trovato il momento opportuno per provare a creare questa canzone con il mio team di lavoro con cui ho collaborato a “3 puntini” che, dai feedback che sta ricevendo, esprime la bell’idea che siamo riusciti a trasmettere proprio quello che volevamo.”

Qual è la frase che, secondo te, racchiude il senso dell’intera canzone?
“Penso che “ci restano solo tre puntini in un milione di punti interrogativi” racchiuda tutto il significato.”