Novantadue anni fa nasceva Monica Vitti – nome d’arte di Maria Luisa Ceciarelli – l’attrice che ha dedicato tutta la sua carriera al cinema, con una cifra stilistica inconfondibile, degna delle tematiche e dei moti che era intenzionata a smuovere e a trasmettere agli spettatori. La nostalgia è sempre stata parte integrante dei suoi ruoli, in linea con la complessità dei personaggi da interpretare.
Al fianco del regista Michelangelo Antonioni ha dato voce alla “trilogia dell’incomunicabilità”, cioè alla nevrosi dell’uomo contemporaneo, ai silenzi dell’amore, alle difficoltà e agli ostacoli che si interpongono tra i rapporti umani.
Attrice poliedrica e di naturale talento, si è cimentata anche nella commedia all’italiana, collaborando con Alberto Sordi, Luciano Salce, Ettore Scola e Mario Monicelli.
Attraverso un’interpretazione impeccabile, misteriosa, oscillante tra ironia e riflessione, tra ilarità e malinconia, il modello di donna portato in scena, una donna complessa e ammaliante, ha incarnato un esempio di forza e determinazione che favorisce l’immedesimazione dello spettatore.
La capacità di rispondere alle inquietudini, alla malinconia della vita attraverso uno stile recitativo naturale, il più possibile diretto e capace di penetrare in tutti gli angoli sfaccettati dell’esistenza umana, ha contribuito a promuovere un modo innovativo di fare cinema.
L’attrice Monica Vitti, dunque, ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo cinematografico, teatrale e televisivo, con una nuova immagine di donna sicché ha ricevuto anche un ultimo omaggio durante il Festival del Cinema di Roma 2023 nel film “Mi fanno male i capelli” di Roberta Torre.