Simulata in Russia, una operazione di un attacco nucleare imponente e terrificante, alla quale avrebbe assistito anche il presidente Putin.
In questi giorni, il parlamento russo ha ritirato la ratifica sul trattato globale che vieterebbe i test, per l’appunto, sulle armi nucleari. Una continua intimidazione, quella che Putin starebbe attuando. Il lancio di un missile balistico intercontinentale Yars RS-24 (simboleggianti la detenzione nucleare del Cremlino), oltre che i collaudatissimi missili da crociera con bombardieri Tu-95. Secondo indiscrezioni da non sottovalutare, la Russia, attualmente, avrebbe ben oltre 6000 testate nucleari. Il missile di quinta generazione, utilizzato per l’esercitazione nucleare, sarebbe una versione aggiornata del missile balistico “Topol-M”. Possiede una gittata di 1500 chilometri, per un peso di 49 tonnellate, per una grandezza di 2 metri di diametro. L’esercitazione, al quale Putin avrebbe assistito da remoto, è stata confermata anche dal ministro della difesa Serghei Shoigu, omettendo che la simulazione fosse rivolta a due paesi ben specifici: gli Stati Uniti d’America e il Regno Unito. Operazione, che sarebbe portata avanti, solo nel caso in cui Mosca, venisse attaccata per prima con armi nucleari.