Il 25 ottobre si ricorda la nascita di uno dei più grandi compositori e pianisti francesi: Georges Bizet, di estrema maestria musicale, è celebre in tutto il mondo per l’opera “Carmen”, una delle opere in quattro atti più rappresentate in tutti i teatri a livello internazionale.
La storia trae ispirazione da una novella di Prosper Mérimée e delinea i tratti paesaggistici – esteriori ed interiori – della Spagna dei toreri.
L’atmosfera e la melodia popolaresche, che si inseriscono nell’animo del protagonista Don José, sono caratterizzate da pause, movimenti e andamenti puri, densi di significato e dei profumi spagnoli del 1820.
La Carmen ha avuto un grande successo soprattutto dopo la morte del compositore e molte altre sue opere sono rimaste incomplete, mai portate a termine oppure inedite. La critica musicale ha da sempre collocato Bizet tra i più eclettici musicisti, caratterizzato dalla singolarità della sua complessità artistica e poliedrica.
Nel corso della sua carriera, si è lasciato influenzare dalle note della grand-opéra, delle composizioni dai toni epici e del musicista Gounod. Ma la sua vera indole artistica raggiunge il suo apice nei suoi due capolavori teatrali: L’Arlésienne e Carmen. In queste ultime emerge, infatti, una visione artistica chiara, sublime, dalle tinte drammatiche che si risolvono nella purezza di una musica intima e ricca di sinfonie spontanee, armoniose ed esotiche, in virtù dell’eclettismo musicale insito nel musicista stesso.
Georges Bizet, dunque, con il suo mondo interiore e musicale, ha contributo a dare un forte contributo innovativo al teatro d’opera europeo, francese e italiano, raggiungendo una cifra stilistica personale, elegante e raffinata nel genere dell’opéra-comique, capace di allietare le esigenze culturali di tutti gli ascoltatori e intellettuali.