Sono passati cinquant’anni dall’inaugurazione dell’Opera di Sidney, uno dei teatri più importanti mai costruiti nel XX secolo, simbolo inconfondibile della città di Sydney e dell’intera Australia.
Infatti, il 20 ottobre 1973, si celebrava la nascita della Sydney Opera House, inaugurata dalla regina Elisabetta II del Regno Unito, sulle note della Nona sinfonia di Beethoven.
Progettata dall’architetto danese Jørn Utzon, l’opera prevede un grande parco e un parcheggio per le autovetture sito in Macquarie Street, accanto al Sydney Harbour Bridge, che si staglia sul suggestivo paesaggio diventando, insieme all’Opera House, meta attrattiva per i turisti provenienti da tutto il mondo.
La peculiarità del progetto architettonico è insita nella forma sferica che allude alle barche a vela nei mari australiani e nell’eleganza e nella raffinatezza del restyling che rammenta un rapporto simbiotico con l’architettura paesaggistica che funge da sfondo rappresentativo.
All’interno della sala dei concerti da 2.700 posti è possibile notare il grande organo a canne, risalente al 1979 e facente parte dei patrimoni dell’Unesco dal 2007. Tra le altre, spiccano per tradizione e storia, l’Auditorium o Concert Hall, la più grande delle sale, l’Opera Theatre, la Play House per le proiezioni cinematografiche, il Drama Theatre che ospita le più disparate rappresentazioni teatrali e lo Studio Theatre per eventi artistici di ogni genere.
Con il tempo, dunque, l’Opera House si è affermata come luogo di importanza artistica, culturale e architettonica, di grande prestigio internazionale, luogo di ispirazione per numerose generazioni e punto di riferimento capace di offrire ampi spazi per eventi, come opere liriche, concerti, spettacoli teatrali e conferenze.