I patriarchi di Gerusalemme, nella nota scritta il 7 ottobre, a seguito degli attacchi terroristici da parte di Hamas ad Israele, avevano espresso il proprio dolore, per una Terra martoriata dall’ostilità.

“La Terra Santa, luogo sacro per innumerevoli milioni di persone in tutto il mondo, è attualmente immersa nella violenza e nella sofferenza a causa del prolungato conflitto e della mancanza della deplorevole mancanza di giustizia e rispetto dei diritti umani”. Tale messaggio, non è stato apprezzato, ma bensì ha creato indignazione dell’Ambasciata di Israele, presso la Santa Sede, che non ha gradito né il messaggio scritto, né la mancanza di adesione e rispetto del patto -storico e legale- dello “Status Quo” al quale sarebbero legati i sacri santuari. La dichiarazione dei Patriarchi e i Capi della Chiesa di Gerusalemme è stata considerata “estremamente deludente e frustrante leggere il testo pubblicato, tale comunicato è affetto da immorale ambiguità”, hanno spiegato gli israeliani in un comunicato. Proprio recentemente, tra i diretti interessati (Patriarchi e governo di Israele), ci sarebbero state delle tensioni che sarebbero sfociate in seguito a dei gesti -che sarebbero stati diffusi anche sui social-, di alcuni ebrei che avrebbero sputato addosso a dei pellegrini cristiani.