Allerta per tutte le prefetture al fine di convocare i presidenti delle comunità ebraiche, oltre che a tutti i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica.
La necessità di rafforzare le misure agli ipotetici obiettivi ebraici, successivamente all’attacco ad Israele, è una necessità su cui si deve ragionare velocemente anche se, attualmente non vi sarebbero allarmi imminenti, al momento. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella riunione tenutasi poche ore fa, sul vile attentato militare e terroristico ai danni di Israele, si è analizzato ogni possibile rischio e conseguenza di tale attacco, per cercare di alzare le misure di controllo anche nel nostro paese. Alla riunione indetta, hanno partecipato anche i ministri degli Esteri Antonio Tajani, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, della Difesa Guido Crosetto, l’ambasciatore Francesco Maria Talò, consigliere diplomatico del presidente del Consiglio. Intanto ad Israele, il governo vota lo Stato di guerra, a seguito del nuovo bilancio delle vittime (arrivate a 600), che si andrebbe ad aggiungere agli oltre 2000 feriti di cui 50 gravi, oltre che agli 800 dispersi di cui molti, secondo i media locali, sarebbero forse ostaggi nei Territori. Dai 550 attacchi dell’esercito di Israele su Gaza, i morti sarebbero poco meno di 400 e 2mila feriti. Sarebbero ancora due, le cellule dormienti di Hamas ad Israele. Anche il papa Francesco, nell’Angelus è intervenuto sulla drammatica questione Medio Orientale: “Seguo con apprensione e dolore, quanto sta avvenendo in Israele, dove la violenza è esplosa ancora più ferocemente, provocando centinaia di morti e feriti”.