Non solo moda, ma anche super car e buona cucina. L’affermato imprenditore Tomaso Trussardi ha fatto delle sue più grandi passioni un business.

Il noto imprenditore Tomaso Trussardi, proprietario dell’omonima casa di moda fondata nel 1911 a Bergamo, da vita a Fast Cars Slow Food. Un’idea in incubazione già da tempo, dato che le auto di lusso e il buon cibo gli hanno sempre suscitato un certo interesse.

Il talentuoso imprenditore ha identificato un’opportunità di business nelle sue due maggiori passioni. E la passione, lo sappiamo, è il carburante dietro una carriera di successo, l’energia che serve per fare impresa con una marcia in più.

We drive fast cars to eat slow food, questo è lo slogan degli eventi targati Tomaso Trussardi, che coinvolgono i più grandi appassionati d’auto e i veri cultori del cibo. Secondo l’imprenditore, “guidiamo auto veloci per mangiare slow food”: in paesaggi da cartolina e mete mozzafiato si svolgono entrambe le esperienze curate nei particolari. 

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Non è un segreto che l’imprenditore bergamasco sia un grande estimatore – e collezionista – di auto sportive. Un amore che coltiva fin da giovanissimo, tanto che da ragazzino propose al concittadino direttore Vittorio Feltri di riservargli sul giornale Libero uno spazio dedicato ai motori. Iniziò così, con dedizione, a scrivere per il quotidiano e per altre riviste specializzate. Un hobby, quello per le macchine, che ha anche cercato di legare alla sua casa di moda, realizzando nel 2019 la Fiat Panda Trussardi, frutto della collaborazione tra la Trussardi e l’azienda automobilistica Fiat.

Anche l’amore per il cibo ha da sempre accompagnato la vita di Tomaso Trussardi, che a soli 27 anni aprì il ristorante Trussardi Alla Scala, a Milano. In quel caso provò a trasformare la sua passione per il cibo in un lavoro, unendo food e fashion.

Ma è solo durante il periodo di pandemia da Covid che decide di lanciarsi in una nuova avventura e di dar luce a Fast Cars Slow Food, fondendo le auto di lusso alla buona cucina. Un binomio vincente. 

L’intervista a Tomaso Trussardi

“We drive fast cars to eat slow food”, guidiamo auto veloci per mangiare slow food. Come nasce questa iniziativa?

L’idea di dar vita a Fast Cars Slow Food si è concretizzata durante la pandemia. Volevo creare qualcosa di nuovo, unire due mie grandi passioni che da sempre ho cercato di trasformare in un lavoro: auto e cibo. Negli eventi che organizziamo cerchiamo di fare vivere a pieno entrambe le cose, non ci focalizziamo solo sull’esperienza di guida.

Quale emozione associ alla velocità?

Onestamente non ho una guida spericolata, mi piace andare veloce solo in pista. L’idea di andare veloce a tutti i costi la trovo un pò infantile. Comunque mi piace la velocità, mi da un senso di libertà.

Sei amante della velocità, proprio tu che hai tragicamente perso in incidenti d’auto due persone importanti per te, tuo padre Nicola e tuo fratello maggiore. Mi viene spontaneo chiederti come fai a coltivare ancora questa passione.

Non è colpa delle automobili se ho perso mio padre e mio fratello. La macchina è solo un oggetto, e non può essere cattivo o buono per definizione.

Certamente un oggetto diventa buono o cattivo in base all’uso che se ne fa. Una lama, per esempio, è giudicata negativamente se utilizzata da un assassino per uccidere; ma diventa ottima nelle mani di un chirurgo durante un’operazione che salva una vita.
C
omunque, a livello inconscio, si sarebbe potuta sviluppare una sorta di odio o di repulsione per l’automobile…

Non è il mio modo di ragionare. Ho elaborato entrambe le tragedie famigliari e ripeto che le automobili non hanno colpe.

Ti chiedo quali sono i tuoi gusti in termini di auto e quali sono le tue preferenze culinarie.

Non ho una preferenza in particolare. Amo la meccanica in generale e gli oggetti legati a un’emozione. Mi piacciono le Ferrari così come le Bmw anni ’80. A volte mi capita di apprezzare auto di poco valore ma che sono legate ad una storia, e mi diverto a sistemarle. Ho recentemente acquistato una Fiat 127.
Per quanto riguarda la cucina, tendenzialmente prediligo la carne al pesce, ma i gusti possono anche cambiare con il tempo. Mi piace esplorare nuovi sapori.

Hai altre passioni significative?

Non ho settori specifici in cui mi immergo verticalmente, ma apprezzo il meglio di tutto. Ho un approccio quasi filosofico a ciò che è buono e bello. Che sia nella moda, nella cucina o nell’auto, tutta la mia carriera è caratterizzata dal buon gusto. 

A cura di Francesca Baroni