Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di uno dei più grandi artisti della canzone italiana, che continua a parlare a milioni di generazioni anche a distanza di anni.
Per l’occasione, il 13 settembre andrà in onda un docufilm commemorativo, dal titolo “Lucio per amico. Ricordando Battisti“, con il ricordo di Mogol – compagno dei suoi successi -, ideato e scritto da Maite Carpio e prodotto da Garbo Produzioni in collaborazione con Rai Documentari: un modo per ricordare, testimoniare, coinvolgere e lasciarsi emozionare dall’immenso bagaglio artistico- culturale e personale di Lucio Battisti.
Un lungo lavoro d’archivio che restituisce i ritmi e i bisogni di un musicista versatile e rivoluzionario che sostenne il primato delle emozioni prima ancora dei tecnicismi vocali.
Infatti, la sensibile capacità di trasferire il mondo interiore nei suoi componenti nasce dal sodalizio con Mogol e confluisce nel brano “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi…”, come un inno alle varie declinazioni più intime dell’amore, nella sua purezza ed essenza.
La stessa regista Carpio, a proposito del documentario, è interessata a restituire “[…] la parte più intima di Battisti, indagare il rapporto con Mogol e perché si interrompe. Il loro è stato un grandissimo incontro, magico e unico nella storia della musica. Forse solo John Lennon e Paul McCartney possono essere comparati a loro: non c’è Battisti senza Mogol e viceversa […]”.
Il racconto viaggia attraverso le canzoni più famose, le testimonianze di Pietruccio Montalbetti, Roby Matano, Gianni Dall’Aglio, Mario Lavezzi e altri, in un panorama musicale italiano interpretato dalla musica originale dello stesso Battisti e, altre volte, da Gianluca Grignani, Noemi, Giovanni Caccamo e Giusy Ferreri.
Un canto libero, insomma, destinato a perpetuarsi nel tempo, seguendo i mutamenti della vita, dei sentimenti, delle fragilità degli esseri umani, attraverso il linguaggio universale della musica.