Si è spento ieri all’età di 93 anni nella sua casa romana, il regista, sceneggiatore e attore, noto per l’immortale capolavoro “Sacco e Vanzetti”, al fianco di due importanti attori quali Gian Maria Volontè e Riccardo Cucciolla.
Nel corso della sua immensa carriera cinematografica ha vinto due David di Donatello, uno speciale alla carriera e uno come migliore attore non protagonista grazie al film “Tutto quello che vuoi”, uscito nel 2018.
Nominato nel 2002 Cavaliere di Gran Croce da Carlo Azeglio Ciampi, ex Presidente della Repubblica, sono tante le produzioni a cui il regista ha collaborato ad alti livelli. Tra questi, si ricordino “Achtung! Banditi!” (1951) di Carlo Lizzani con Gina Lollobrigida, “Cronache di poveri amanti” (1954) di Lizzani con l’interpretazione di Marcello Mastroianni; la sua cifra stilista emerge più che mai nella direzione di capolavori quali “Gli Intoccabili” (1969) con John Cassavetes, “Sacco e Vanzetti” (1970) con Gian Maria Volonté, “Giordano Bruno” (1973) con Charlotte Rampling, “L’Agnese Va A Morire” (1976) con Ingrid Thulin e “Gli Occhiali d’Oro” (1987), tratto dal romanzo omonimo di Giorgio Bassani, con Philippe Noiret, Rupert Everett, Stefania Sandrelli e Valeria Golino.
Il sodalizio con Ennio Morricone – il compositore che ha musicato molte sue produzioni – e con altri importanti maestri del cinema italiano, come Luciano Emmer, Francesco Maselli, Elio Petri, Valerio Zurlini, Margarethe von Trotta, Nanni Moretti, Carlo Verdone, ha contribuito al conferimento di un premio David di Donatello per il film “Tutto quello che vuoi” del 2018.
Primo presidente di Rai Cinema nel 1999, Montaldo si annovera tra i massimi esponenti del cinema italiano che, con l’universalità del linguaggio cinematografico, è riuscito a veicolare importanti valori e messaggi sulla Storia, sul potere e sull’essere umano.