Quella di Giulia Tramontano, la ragazza barbaramente uccisa al settimo mese di gravidanza dal suo fidanzato, sembra una drammatica vicenda senza fine.

Emergono infatti nuovi retroscena a dir poco terrificanti in seguito dall’esame autoptico disposto sul corpo della ennesima vittima di femminicidio. Un caso però che ha scosso particolarmente l’opinione pubblica, per la malvagità e la sconvolgente cattiveria di chi le ha strappato la vita. Impagnatiello (l’assassino, ndr) oltre ad averla pugnalata 37 volte, ad aver tentato – senza successo – di bruciarla e di nascondere il cadavere, l’avrebbe anche avvelenata. Neanche in un film horror si riuscirebbe a pensare a qualcosa del genere. L’avvelenamento si pensava inizialmente fosse stato perseguito attraverso l’uso del topicida, sostanza rinvenuta nel sangue della ragazza e del bimbo che portava in grembo. Tuttavia, è di oggi la notizia che oltre al veleno per topi, Impagnatiello aveva tentato di avvelenare Giulia anche con l’ammoniaca e il cloroformio.

Ammoniaca e Cloroformio che questo soggetto spietato ha versato nelle bottiglie di acqua minerale che la ragazza era solita consumare.

Un’ ulteriore conferma arriva anche dalle comunicazione intercise tra Giulia e la sua famiglia. Erano molti, in quel periodo, i messaggi che Giulia Tramontano mandava alla famiglia, lamentando spossatezza e particolari inquietanti che ora hanno acquisito un senso. “Mi sento drogata”; “Ho dormito molto male, mi sento una pezza”; ma soprattutto: “L’acqua che abbiamo preso puzza terribilmente di ammoniaca”, messaggio inviato dalla 29enne il 9 dicembre scorso. La madre della ragazza consigliò alla figlia di sbarazzarsi della confezione d’acqua andata a male. L’acqua però, non era scaduta, era stata avvelenata con dell’ammoniaca da Impagnatiello, nel tentativo di avvelenare Giulia.

Altro particolare uscito in queste ore proviene da Chiara Tramontano, sorella di Giulia, la quale ha raccontato agli inquirenti che la nascita di Thiago «sarebbe stata d’intralcio all’ambizione lavorativa di Impagnatiello: voleva fare degli investimenti immobiliari e consapevole delle spese che poteva portare un bambino, non era d’accordo di averlo».

Una storia che non finisce mai di agghiacciare l’opinione pubblica, con una splendida ragazza e il suo povero bambino avvolte dalle braccia del male più efferato e criminale.