Quel modo di unire classica e pop, la tradizione del liscio nei suoni main stream. E non solo ovviamente. Il nuovo disco di Michele Fenati.
L’abbiamo ampiamente conosciuto quando ha restituito alla famiglia Casadei un grandioso omaggio con il brano “Il mio nome è Aurelio”, dedicato al maestro Secondo Casadei. Brano che ritroviamo dentro il suo nuovo disco “Dall’altra parte del mare” dentro cui finalmente possiamo percepire quanto un uomo si diverti con il suo lato artistico ad esprimere in libertà la sua musica. Liriche e forme pop per un lavoro leggero ma denso di vita.
Per antonomasia un cantautore spesso è legato alla parola mare. Forse anche al mare in se. Per te cosa significa?
Il mare rappresenta il tutto e il niente. Un mondo fantastico che vive solo nella fantasia, la speranza e la paura, la partenza e l’arrivo. Ognuno di noi ha il diritto di sognare e il mare rappresenta la strada per i nostri sogni.
Pensando poi al titolo, mare diventa anche un confine, un limite… da superare secondo te?
Nella canzone che dà il titolo all’album, il mare è una metafora. E’ vero può essere considerato anche un confine tra un mondo codiddetto moderno dove crediamo che tutto sia a disposizione di tutti e un mondo dove apparentemente non c’era niente ma sicuramente c’erano le idee.
“BEATRICE” – GUARDA IL VIDEO UFFICIALE
Cosa c’è dall’altra parte? E quanto cambierebbe la tua e la vita di tutti se lo accogliessimo?
E’difficile sapere che cosa ci sia dall’altra parte. Ognuno di noi può avere una propria idea e nessuno potrà mai smentirla.
La tua canzone poi parla di te, di vita, di normalità. Quando questo disco oltrepassa quel confine d’acqua e di sabbia?
Credo che un sacco di gente abbia voglia di normalità, di acqua, di sabbia, di staccare una pesca da un ramo e dargli un morso. Se penso che il futuro sia un robot che sostituisce un cameriere e risponde a tutte le mie domande sul piatto che mi ha portato, mi vengono i brividi.
E “Beatrice” conduce altrove nella vita?
Beatrice è il mare che si è “personificato” in una donna. E’ un nome che rappresenta l’antico e la modernità, la realtà e l’illusione, quindi si, può condurre altrove, dove però, è difficile saperlo.
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