a cura di Francesca Baroni

Un viaggio lungo, iniziato con le dieci premiere in settembre per poi spostarsi in America, Canada e Sud America, e durato quasi un anno: il world tour di Eros Ramazzotti ha fatto sold out in quasi tutte le tappe.
Los Angeles, New York, San Paolo e Caracas sono solo alcune delle città toccate dal cantautore italiano Eros Ramazzotti, che ha riempito con la sua musica le principali arene del nord America, del sud America, del Canada e di tutto il mondo.

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C’è qualche città estera in cui ti sei sentito particolarmente accolto?
Mi è piaciuto molto cantare al Ziggo Dome di Amsterdam, è un posto magico. Ho visto un pubblico davvero coinvolto e incuriosito dalla mia musica.”

Ti prenderai una vacanza dopo questo lungo tour?
“Dopo il tour mi fermerò e lavorerò a qualche canzone nuova. Ho già molte idee. Il live è la cosa più importante per un’artista. Tutti pensano che il tour sia solo sinonimo di gioie, emozioni, viaggi e città, in realtà è molto complicato e faticoso, non è una vita che possono fare tutti ma sono sicuramente molto fortunato a poterla fare da 40 anni ormai, per questo ci tengo a ringraziare tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di farlo fino ad ora.”

Come recuperi dopo un concerto?
“Durante un concerto cammino circa 5 km, lo sforzo fisico è notevole. Per il recupero, il sonno è fondamentale. A livello vocale, ho iniziato a fare esercizi tre anni fa, dopo essermi operato alle corde vocali. Prima non facevo ne esercizi ne riscaldamento della voce, salivo sul palco e cantavo.
A guidarmi è sempre stata l’esperienza e la passione.”

Non ti stanchi mai di cantare le tue canzoni?
“No perché mi piacciono molto. Amo il mio lavoro, la musica è e rimane la mia più grande passione e cerco di rispettare il più possibile il calore del pubblico.
 Magari ad ogni concerto cambio qualcosa nella scaletta.”

Credi che oggi la tecnologia utilizzata da alcuni tuoi colleghi abbia contaminato la “vera musica italiana”?
“Ha contaminato la musica in Italia e all’estero. Il concetto di musica si evolve ma il pop rimarrà per sempre. La potenza degli artisti, anche i più datati, si misura durante i live.”