di Luca Marrone

Modena. La Procura ha chiesto l’incidente probatorio nell’ambito del procedimento relativo alla morte di Alice Neri, la giovane trovata carbonizzata nel bagagliaio della sua auto, nelle campagne di Concordia, il 18 novembre scorso.

A quanto riportato dagli organi di stampa, l’accertamento, per il quale non è stata ancora fissata una data, riguarderà Nicholas Negrini, marito della vittima; Marco Cuccui, il collega di lavoro con il quale la giovane ha trascorso la sera del 17 novembre presso lo Smart Cafè, prima dell’omicidio; Mohamed Gaaloul, il 29enne tunisino, il principale sospettato.

Verranno analizzati un bidone di olio esausto (su cui potrebbero reperirsi delle impronte) e dei mozziconi di sigaretta, rinvenuti sulla scena del crimine. Si effettueranno, inoltre, verifiche tecniche irripetibili sul borsello di Gaaloul. Sembra che non siano trovate tracce degli abiti indossati dall’uomo la notte del delitto. Dovrebbero essere ascoltati, in proposito, tre tunisini, secondo cui la mattina del 18 novembre, Mohamed sarebbe rientrato a casa con gli abiti sporchi di olio.

All’attenzione degli investigatori, anche il computer della vittima. Tra le varie ipotesi prese in esame, quella secondo cui, prima di rientrare a casa giovedì 17 novembre, Alice potrebbe aver fatto una prima sosta in un bar per incontrare un collega: poi, appunto, il rientro a casa e la nuova uscita per incontrare, allo Smart Cafè di Concordia, il collega ora tra gli indagati. Si attende, nel frattempo, l’udienza del 3 febbraio in cui il Riesame valuterà la richiesta di scarcerazione presentata dal legale di Gaaloul. Gli elementi raccolti a carico del suo assistito, sostiene, non risulterebbero finora determinanti.