di Luca Marrone

Modena. “Non sono scappato dall’Italia: sono andato in Francia a lavorare come imbianchino poiché mi avevano offerto un’opportunità. La polizia mi ha pure fermato e controllato alla frontiera e ho fornito i miei documenti senza alcun problema. Ho vissuto tra la Germania e la Francia spostandomi per questioni di lavoro tant’è che il mio cellulare è rimasto in Germania.”

Così ha dichiarato ieri, nel corso di un interrogatorio in carcere davanti al giudice per le indagini preliminari, Mohamed Gaaloul, il 29enne di origine tunisina, indagato per l’omicidio di Alice Neri, la 32enne ravarinese trovata priva di vita lo scorso 18 novembre all’interno della sua auto a Fossa di Concordia. L’uomo, fermato in Francia dopo che era stato emesso nei suoi confronti un mandato di cattura europeo, è atterrato mercoledì a Linate. Ha rilasciato spontanee dichiarazioni in presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Roberto Ghini. In sintesi, Gaaloul ha ribadito di non essere sfuggito alla cattura, ma di essersi recato in Francia per lavorare come imbianchino. Il giovane ha fornito il nome dell’azienda per la quale avrebbe appunto lavorato, precisando che il suo cellulare era rimasto in Germania, dove faceva ritorno la sera per dormire.

A quanto riferito dal Resto del Carlino, Gaaloul si sarebbe dichiarato estraneo ai fatti contestatigli, ma nulla avrebbe riferito al gip circa l’incontro con Alice Neri, la notte del delitto. Su consiglio del proprio avvocato, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere.

La difesa dovrà ora valutare se presentare ricorso al tribunale della libertà. Prima di prendere una decisione riguardo alla strategia difensiva, ha spiegato l’avvocato Ghini, la difesa attende di visionare i filmati delle telecamere di sicurezza acquisite dalla Procura nel corso delle indagini, che mostrerebbero Gaaloul presso lo Smart Cafè di Concordia, dove Alice Neri aveva trascorso la serata prima di essere uccisa.