di Luca Marrone
Modena. Mohamed Gaaloul giungerà presto in Italia.
Il 29enne di origine tunisina, accusato dell’omicidio e della distruzione del cadavere di Alice Neri, la giovane mamma di Rami di Ravarino, è arrivato a Parigi il 27 dicembre. Dalla capitale francese si sta ora organizzando il suo volo di ritorno a Milano, che partirà al più presto.
Giunto a Modena, il 29enne sarà sottoposto a interrogatorio. Nel corso dell’udienza tenutasi il 22 dicembre in Francia, su consiglio dei propri legali – tra cui quello di fiducia, Roberto Ghini – Gaaloul si è avvalso della facoltà di non rispondere, accettando però la consegna al nostro Paese.
In ogni caso, le indagini sull’omicidio di Fossa di Concordia continuano. Secondo la procura, nei confronti del tunisino sussisterebbero gravi indizi di colpevolezza, ma rimane per ora il mistero su ciò che è avvenuto a bordo della Ford di Alice, prima del delitto. A quanto è trapelato, secondo alcuni testimoni presenti la notte della scomparsa della donna, il 29enne si sarebbe avvicinato alla vettura, baciando la vittima dal finestrino; dopo di che, sarebbe salito in auto e i due sarebbero ripartiti insieme.
Ora sembra che il processore del telefonino di Alice sia all’esame dei Ris di Parma: il cellulare sarebbe stato completamente distrutto dalle fiamme, ma forse gli esperti potrebbero comunque riuscire a estrapolare qualche dato utile alle indagini, qualche chat – per esempio – sui servizi di messaggistica istantanea, auspicabilmente utile alla ricostruzione della dinamica degli eventi. Gli inquirenti hanno acquisito anche i telefoni di Mohamed e della moglie: quello della donna sarebbe stato posto sotto sequestro dalle autorità greche. Dalle intercettazioni telefoniche è emerso che lei avrebbe aiutato il compagno nella fuga e che sarebbe stata al corrente dei suoi spostamenti tra Svizzera e Germania, prima dell’arresto in Francia.
In questi giorni sono stati inoltre sentiti conoscenti di Gaaloul, eventualmente informati di quanto accaduto la notte del delitto o, comunque, degli spostamenti dell’uomo. Di recente è emersa la testimonianza di uno straniero che potrebbe forse rivelarsi significativa: “Non voglio metterci la faccia perché non voglio problemi”, ha dichiarato questi, come riporta Fanpage, alla trasmissione Storie Italiane. “Sono qui per raccontare quello che ho sentito su Alice. […] So che il giorno dell’omicidio, Mohamed è andato a casa di suo cugino tutto sporco di olio alle 7 di mattina” [di venerdì 18 novembre: Alice sarebbe stata uccisa tra le 4 e le 7 di quel giorno, ndr]. “Io penso che sia vero, secondo me è gente affidabile. Qualcuno ha avuto dubbi, qualcuno no. Era tutto sporco sul davanti. Se non conoscessi lui, penserei che è stato lui. È un ragazzo allegro, scherza con tutti, chiede passaggi a tutti. È molto espansivo, non si vergogna. Lo racconto perché voglio che si scopra la verità.”