di Luca Marrone

Sarebbero stati uccisi a colpi di martello da un palermitano di 21 anni con problemi psichici, i messinesi Nino Calabrò, 25 anni, e Francesca Di Dio, 20 anni, trovati morti il 22 dicembre, verso le 14,10, in Inghilterra, nella loro casa di Thornaby, sulla riva ovest del fiume Tess, nella contea dello Yorkshire.

Ventriquatt’ore dopo il ritrovamento, la polizia di Cleveland non aveva ancora reso noti i loro nomi, ma in provincia di Messina, nelle città in cui Nino ha abitato prima del trasferimento all’estero (Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo), come a Montagnareale, dove Francesca viveva con i genitori e la sorella diciottenne, la notizia era già nota in mattinata.

Nino Calabrò, figlio di un sottufficiale della Guardia di Finanza di stanza a Milazzo, si era diplomato all’istituto industriale e poco dopo aveva trovato lavoro in una pizzeria. Ma la sua aspirazione era lasciare l’Italia e i lavori precari, aveva superato un corso di croupier a Catania, che gli aveva dato la possibilità di un impiego sulle navi da crociera. Tre anni fa, aveva trovato un posto al Grosvenor Casino di Stockton-on-Tees, città a nordovest di Thornaby. Francesca Di Dio, che aveva lasciato gli studi all’Istituto d’arte, era andata a trovarlo per le vacanze natalizie. I due si erano fidanzati nel 2019.

Il giovane palermitano di 21 anni, fermato nell’ambito delle indagini potrebbe essere un coinquilino o un ex coinquilino di Nino. In un video postato su Instagram da Francesca Di Dio si scorge la casa di Thornaby dove, insieme ai due fidanzati, vi è un altro ragazzo, anche lui italiano.

A quanto riportato dagli organi di stampa, gli investigatori avrebbero rinvenuto i corpi di Nino e Francesca proprio grazie al padre del ragazzo fermatoL’uomo, non riuscendo a raggiungere il figlio telefonicamente, sarebbe andato a cercarlo nella casa che condivideva con Nino. Non è ancora chiaro se sia entrato nell’appartamento con delle chiavi di riserva o se abbia chiesto a degli amici di verificare cosa fosse accaduto. I corpi dei due fidanzati sarebbero comunque stati trovati grazie a lui. Non avendo contatti nel Regno Unito, l’uomo, terrorizzato, si sarebbe rivolto a un suo amico poliziotto che lavora alla Questura di Milano e questi avrebbe immediatamente allertato i colleghi della seconda divisione Interpol del Servizio Cooperazione internazionale di Polizia, intervenuti insieme ai colleghi inglesi.

Come accennato, il sospetto omicida, raggiunto poco dopo, avrebbe problemi psichici e si ipotizza che abbia assassinato Nino e la fidanzata a colpi di martello in seguito a una lite.