L’ex allenatore di Barcellona e Roma è stato sollevato dall’incarico in seguito all’eliminazione ricevuta dal Marocco agli ottavi di finale mondiali di Qatar 2022.
Sconfitta invero figlia di episodi e abbastanza immeritata, vista la consueta qualità del gioco espressa dalle furie rosse e il dominio territoriale vistosi sul campo. Tanta bellezza ma troppa poca sostanza, che condite con quel pizzico di sfortuna sono costate caro alla nazionale spagnola contro un Marocco mai domo e capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo. E ora Luis Enrique non è più il CT della Spagna: lo ha comunicato la Federazione, esonero dopo quattro anni di matrimonio in cui si è visto tanto bel calcio, ma in cui la bacheca non si è arricchita. C’é già il nome del successore: si tratta di Luis de la Fuente, già in passato CT dell’U21 spagnola. Ora sarà ‘sul mercato’ pronto a cercare una nuova sfida, lui come tanti altri colleghi. Si pensi a Paulo Bento, dimessosi dalla guida della Corea del Sud, dopo essere stato eliminato dal Mondiale in seguito al 4-1 subito dal Brasile agli ottavi. Oppure a Gerardo “il tata” Martino alla fine della sua avventura da CT del Messico, che a fine match ha detto: “Il mio contratto è scaduto al triplice fischio dell’arbitro”, ha detto dopo la partita contro l’Arabia Saudita, vittoria per 2-1 che non è bastata a superare il girone. “Il primo responsabile di tutto questo sono io. E’ una cosa che mi causa tanta tristezza, ma mi assumo pienamente la responsabilità di questo fallimento“. O, ancora, a Roberto Martinez, che ha guidato il Belgio della generazione dei fenomeni a uno dei più grandi flop della sua storia. Da cui ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni al termine della partita finita 0-0 con la Croazia: “Questa è stata la mia ultima partita da Ct della nazionale. È stato emozionante. Non posso più continuare, ho già salutato giocatori e staff”.
